Italia
Sette pisani nel gruppo di studio per scegliere l’app “ferma virus”
Il ministero dell’Innovazione chiama 5 docenti della Sant’Anna, uno dell’Ateneo e una del Cnr
i personaggi
Università di Pisa, Cnr area pisana e Scuola superiore Sant’Anna in prima linea per individuare le migliori tecnologie da mettere in campo per combattere il coronavirus. Il governo ha istituito una task force che ha come primo obiettivo individuare quale app utilizzare per rintracciare i contagiati e consentire un contenimento del Covid-19. Sette dei 74 esperti individuati dal ministero dell’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione insegnano a Pisa e due di loro sono a capo degli otto gruppi tematici in cui è divisa la task force.
Dino Pedreschi (Università di Pisa) e Andrea Roventini (Scuola Sant’Anna) sono rispettivamente i coordinatori dei gruppi “Big data & AI for policies” e “Impatto economico”. Il primo team avrà il compito di analizzare e studiare metodi e strumenti per la progettazione e l’attuazione di politiche basate sui dati, nonché individuare possibili soluzioni offerte dalle tecnologie digitali per la gestione dell’emergenza e per il contenimento del contagio. Il secondo dovrà stimare l’impatto dell’emergenza Covid-19 sulla produzione industriale italiana a livello combinato di regione-settore e alla stima degli impatti sulla finanza pubblica.
Nel gruppo guidato da Pedreschi, che in Ateneo insegna Informatica, sono presenti altri due pisani: Francesca Chiaromonte (docente di statistica nell’istituto di Economia della Scuola Sant’Anna) e Fosca Giannotti (direttrice dell’istituto di Scienza e tecnologie dell’informazione al Cnr).
Anche Roventini (docente di Economia alla Sant’Anna) avrà al suo fianco dei colleghi pisani e anch’essi santannini: Giorgio Fagiolo (professore di Economia politica) e Giovanni Dosi (docente di Politica economica).
Altro ruolo chiave avrà un altro santannino: Giovanni Comandè. Il docente di Diritto privato comparato fa parte del gruppo “Profili giuridici della gestione dei dati connessa all’emergenza” chiamato a dirimere i vincoli normativi per l’utilizzo e la condivisione dei dati personali e a garantire il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali.
Tematiche legate a doppio filo alla prima scelta cui è chiamata la task force. Vale a dire individuare, tra le 319 già proposte, quale app utilizzare per controllare i contagiati e tracciare i loro contatti. È considerata dall’Organizzazione mondiale della sanità un’arma fondamentale per combattere l’epidemia, ma può diventare un sistema di sorveglianza con conseguenti violazioni dei diritti fondamentali. —
Giuseppe Boi
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