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Smog a livelli record per colpa dell’Asia

Alessandro Bientinesi
Smog a livelli record per colpa dell’Asia

La provincia di Pisa investita da una maxi ondata di polveri sottili. I dati delle centraline di Pisa e Santa Croce

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pisa

Non bastava l’emergenza legata alla diffusione del coronavirus. La Toscana, tra il 28 e il 29 marzo scorso, è stata investita in pieno da un’ondata di polveri sottili, altamente inquinanti, provenienti dall’Asia. Polveri che hanno letteralmente fatto impazzire le centraline di controllo della qualità dell’area. Anche le stazioni di Pisa e Santa Croce hanno fatto registrare nello scorso fine settimana livelli di concentrazione di Pm10 più alti da 6 a 14 volte rispetto alla media dei primi cinque giorni della settimana. Un periodo in cui, grazie anche al blocco di molte fabbriche per l’ultimo decreto, i livelli di inquinamento da polveri sottili nell’aria stava iniziando a dare effetti benefici all’aria che i cittadini della zona di riferimento stavano respirando.

Sabato, però, la Toscana è stata investita in pieno da una massa d’aria che ha portato con sé una quantità anomala di materiale particolato. Pericolosissimo per i polmoni, non certo il momento migliore per quanto il Covid-19 sta facendo nel nostro Paese. La centralina Arpat di Santa Croce, come riportato sul sito dell’Arpat, venerdì 27 marzo faceva registrare una valore di 22 microgrammi di Pm10 ogni metro cubo. Il limite massimo prima che venga considerato uno sforamento, lo ricordiamo, è di 50. Il giorno successivo l’arrivo della massa d’aria asiatica, e la stazione che registra una media giornaliera di 138 microgrammi ogni metro cubo d’aria. Il giorno successivo il valore scende a 66, comunque abbondantemente sopra il limite di guardia. Discorso simile anche per le centraline di Pisa. Quella de I Passi sabato scorso vede schizzare il valore: dal bassissimo 9 del 27 marzo al 75 del giorno successivo. A Borghetto le cose vanno addirittura peggio, almeno come picco massimo. Il 27 marzo il valore è 13 microgrammi ogni metro cubo, il 28 marzo l’ondata asiatica provoca l’impennata fino a 81. Il giorno successivo a Borghetto si torna a 58, comunque sopra il livello massimo previsto. La centralina Arpat, invece, a I Passi registra il 29 marzo 56, anche in questo caso una concentrazione di Pm10 potenzialmente pericolosa per le persone. L’evento è stato analizzato dal modello predisposto dalla Noaa attraverso l’Air Resources Laboratory. Il modello mostra chiaramente la traiettoria della massa inquinante arrivata direttamente dall’Asia. Questo, secondo quanto riportato da Arpat, non basterebbe comunque a spiegare questo picco anomalo. Nella centralina di riferimento per la Toscana (quella di Casa Stabbi, in provincia di Arezzo) al fenomeno asiatico, infatti, andrebbe aggiunto il contributo inquinante di masse d’aria di origini nord africana. —

Alessandro Bientinesi

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