Il Tirreno

Pisa

Cremazioni cresciute del trenta per cento

p.b.
Cremazioni cresciute del trenta per cento

Trattate in media dieci-dodici salme al giorno  Arrivate anche undici richieste dall’Emilia Romagna

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pisa

Arrivano dall’ospedale con una frequenza sconosciuta.

Un flusso continuo e giornaliero che ha costretto la So.Crem ad aumentare la copertura del servizio di un turno portandola da due a tre.

C’è un prima e un dopo il coronavirus nel carico di lavoro dell’impianto di via Pietrasantina.

Prima del 23 marzo la media delle salme cremate in media non superava le otto bare.

Dall’inizio della scorsa settimana l’incremento è stato costante e ora la struttura di proprietà comunale, ma gestita dal privato, viaggia a una media di dieci-dodici salme al giorno. Anche di fuori comune e da poco pure da fuori regione venendo incontro alle difficoltà di realtà che non riescono a far fronte ai numeri prodotti dal virus letale.

Il forno crematorio di Pisa si è iscritto al sito della Protezione civile che raggruppa tutti i crematori d’Italia e ha dato la disponibilità a cremare sei salme fuori regione a settimana.

Al momento ha ricevuto e accolto la richiesta di cremazione di undici salme dall’Emilia Romagna, un’attività che è in corso in questi giorni. Altre ne arriveranno se il trend dei decessi non inizierà a scendere.

Quell che in corso è un’impennata di richieste provocata dal coronavirus che ha costretto il gestore ad aumentare i turni. Prima erano due dalle 6 alle 18 di sei ore ciascuno. Ora sono diventate tre di cinque ore, dalle 6 alle 21. Un super lavoro che per ora non vede una flessione. E nel silenzio dell’impianto si compie la cremazione con l’ulteriore strazio dei familiari dei defunti di non poter essere presenti.

Le onoranze funebri prendono in carico la salma, avvolta in due sacchi trattati con Amuchina e con un cappuccio in testa per evitare emissioni di aria al momento di spostare il corpo. Le salme devono essere avvolte in sudari imbevuti di soluzione disinfettante e immesse in doppio sacco di plastica, impermeabile, con chiusura ermetica, prima della immediata inumazione o cremazione.

Tutte le manipolazioni non necessarie, come il lavaggio della salma o l’imbalsamazione, devono essere evitate, così come qualsiasi contatto con la salma stessa da parte di parenti e amici. E così si arriva al forno crematorio, spesso con i familiari che hanno dato le disposizioni via mail senza neanche poter vedere il congiunto nella bara. —

p.b.

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