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Conti: «Disoccupati e partite Iva ma anche controlli sui depositi bancari»
Pisa dice no agli aiuti per chi ha il reddito di cittadinanza Franconi: «Intesa tra Comuni in Valdera, si parte giovedì»
PISA
Un tesoretto da 2.418.553,64 euro. Forse “solo” una goccia del mare nelle necessità che l’emergenza coronavirus determina e continuerà a determinare per le famiglie rimaste senza reddito e in molti casi senza ammortizzatori sociali. Ma sono soldi certi che, al netto degli aiuti stanziati direttamente per le imprese e i lavoratori, arrivano nelle casse dei Comuni sotto forma di Fondo di solidarietà alimentare: 400 milioni di euro per l’intero Stivale. Oltre 2 milioni per la provincia di Pisa ripartiti, come da ordinanza fresca di emanazione del dipartimento di Protezione civile, sulla base del numero di abitanti e sul valore del reddito pro capite comunale (le risorse aumentano se il valore si discosta maggiormente per difetto dalla media nazionale).
Sindaci al lavoro
Da domenica sera, arrivata l’ufficialità degli stanziamenti (le quote per comune nella tabella qui accanto), i sindaci della provincia di Pisa sono al lavoro per capire come gestire le risorse. L’ordinanza vincola le risorse all’approvvigionamento alimentare (buoni o pacchi spesa) ma lascia a ciascun ente margine di discrezionalità soprattutto sul piano organizzativo prevedendo anche il coinvolgimento del volontariato.
pisa e area pisana
«Per prima cosa stiamo cercando di mettere insiemi i pezzi: come amministrazione comunale siamo già partiti con aiuti diretti alle famiglie, 25.000 euro poi diventati 29.000, gestiti tramite la Società della Salute con un bando specifico che ha portato già alla distribuzione di 51 buoni. Adesso dobbiamo vedere come procedere con le altre risorse che con ogni probabilità erogheremo direttamente noi a fronte del carico di lavoro che già investe la Sds. Non è facile, il governo ci ha dato un onere gravoso». Il sindaco di Pisa Michele Conti, punta a riconfermare le modalità di erogazione previste dal bando elaborato con la Sds. «L’idea è quella di continuare con buoni spendibili nella grande distribuzione. Ma vogliamo coinvolgere anche le piccole attività del territorio e abbiamo già parlato con Confcommercio e Confesercenti a questo scopo». La priorità per il sindaco di Pisa devono essere i disoccupati e chi certifica una diminuzione, nel mese di marzo, degli incassi pari al 30% a causa della crisi provocata dall’emergenza sanitaria. Insomma, titolari di partita Iva, stagionali, lavoratori rimasti senza contratto e quindi reddito in seguito allo stop delle attività imposto dall’emergenza. «È chiaro che prenderemo a riferimento – continua Conti – anche le giacenze sul conto corrente dei richiedenti alla data dell’uscita del decreto. E verranno dati dei punteggi anche sulla base del numero dei figli e della presenza di disabili. Saranno esclusi dal contributo coloro che percepiscono una forma di sussidio statale, come reddito di cittadinanza o cassa integrazione». La preoccupazione di Conti è fare presto «ma parliamo di una organizzazione pesante per il Comune». Al lavoro sui criteri anche il sindaco di San Giuliano Terme Sergio Di Maio. «Abbiamo innanzitutto chiarito che non si tratta del Fondo di solidarietà comunale ma di uno specifico stanziamento, il Fondo di solidarietà alimentare, che utilizzeremo in modo specifico per l’erogazione di buoni spesa – spiega Di Maio – senza andare a toccare le risorse del Fondo di solidarietà comunale che copre i costi di altri servizi. La cifra spettante a San Giuliano è già stata trasferita e siamo al lavoro per individuare la platea dei beneficiari e la disponibilità dei commercianti che saranno pagati con i buoni».
valdera
Ieri pomeriggio di contributi e modalità di erogazione hanno parlato in videoconferenza i Comuni della Valdera che coordineranno al propria azione in seno alla Società della Salute. «Stiamo definendo i modelli e le modalità di intervento – spiega il sindaco di Pontedera Matteo Franconi –. Confidiamo di essere pronti per giovedì. L’aspetto positivo è che abbiamo trovato un punto su come procedere tutti insieme e in questo intervento coinvolgeremo senza dubbio il volontariato. È un percorso su due canali: l’erogazione di aiuti a chi non ne beneficia e a chi già ne beneficia».
valdarno
Anche nel Valdarno i Comuni puntano a una gestione organica degli aiuti alle famiglie e ieri hanno cominciato a ragionare di criteri nell’ambito di un incontro con la Società della Salute dell’Empolese Valdarno e Valdelsa, come riferisce il sindaco di San Miniato Simone Giglioli, poiché «il decreto prevede che siano i servizi sociali a individuare la platea dei beneficiari e il contributo da dare, ed è appunto la Sds che ha le maggiori competenze, per questo era indispensabile coinvolgerla allo scopo di avere modalità di erogazione il più uniformi possibile. Vorremmo essere pronti per mercoledì (domani, ndr) per partire». —
Valentina landucci
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