Il Tirreno

Pisa

Uniti in difesa del lavoro

I dirigenti di Vitesco Technologies

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Cari colleghe e cari colleghi, innanzitutto ci auguriamo che tutti voi, nonché i vostri cari, stiate bene, anche se psicologicamente provati da questa delicata situazione. Come avete avuto modo di sentire direttamente dal presidente del consiglio, Giuseppe Conte, dobbiamo fermarci. La decisione presa dal governo italiano parla chiaro: la nostra filiera produttiva, quella dell’industria per auto, non rientra nelle attività che lo Stato ha ritenuto essenziali in questo momento di estrema difficoltà per l’intera nazione.

Desideriamo, inoltre, condividere con voi che, personalmente, la riteniamo una scelta giusta e responsabile.

Non c’è dubbio che stiamo vivendo giorni drammatici. Le nostre vite, le nostre abitudini, i nostri gesti quotidiani sono stati stravolti. La nostra stessa libertà sta subendo limitazioni importanti, nemmeno immaginabili fino a qualche settimana fa. Non poterci più dare la mano, non poterci più abbracciare, oppure poterci guardare negli occhi se non solo da lontano e, da ora, non poter nemmeno più andare in fabbrica a lavorare come tutti i giorni, dando un senso a quello che facciamo, non fa davvero parte di noi.

Inoltre, evoca situazioni di altri tempi che per fortuna nessuno di noi ha mai vissuto personalmente e che, soprattutto, ci spaventano.

Durante i town hall, ci diciamo sempre che per noi la cosa più importante è la sicurezza e la salute delle persone. Più che mai in questo momento pensiamo di aver fatto tutto il possibile nelle scorse settimane, lavorando con grande senso di responsabilità e avviando tutte le azioni precauzionali e di protezione in ogni area di San Piero e Fauglia. Abbiamo fatto tutto quello che il Dpcm del 14 marzo ha prescritto, collaborando fattivamente con gli Rls e la Rsu, nonché con i segretari provinciali di Fiom-Cgil e Fim-Cisl. Come sapete, ci eravamo già preparati ad una significativa riduzione del carico di lavoro per le linee e per le macchine già a partire dalla settimana corrente, attivando tutti gli strumenti di sostegno necessari per chi deve forzatamente rimanere a casa (smaltimento ferie residue o attivando la cassa integrazione) ed estendendoli a tutta la nostra “comunità”, sia nei reparti produttivi che in quelli di ricerca e sviluppo. Poi, il primo ministro ha deciso per tutti. Ora si deve guardare avanti, coscienti che nel momento della ripartenza saremo tutti chiamati a sforzi aggiuntivi per riavviare una macchina complessa come quella che stiamo gestendo con l’apprezzamento e la fiducia dei nostri clienti e della casa madre.

Da qui dovremo ripartire, con la stessa forza e compattezza che ci hanno sempre contraddistinto. Abbiamo fatto e faremo tutto con grandissimo senso di responsabilità per proteggere il lavoro, presente e futuro, come bene anch’esso primario. Se ci chiamano lavoratori è perché alla base c’è la sacra dignità del lavoro che svolgiamo fattivamente. In questa difficoltà, fermarsi sarebbe stato il gesto più semplice da compiere, ma il più irresponsabile. Se non lo abbiamo fatto, nel rispetto sempre prima della sicurezza dei lavoratori, è perché desideriamo proteggere il lavoro a Pisa.

Vogliamo fortemente ringraziare non solo tutti i colleghi che hanno lavorato in questo periodo difficile, ma in particolare gli Rls e la Rsu che non hanno mai interrotto il dialogo e la collaborazione, andando oltre le parti, capendone l’importanza e capendo che la situazione è decisamente più rilevante delle reciproche posizioni “politiche”.

Invitiamo ancora una volta tutti a rispettare le raccomandazioni generali delle autorità sanitarie volte a contenere il rischio contagio. Rimanete a casa, insieme ce la faremo.

I dirigenti di Vitesco Technologies

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