Il presidio
Le lezioni “smart” e l’incognita maturità
La quotidianità sospesa di Elena Celandroni, alle prese con le difficoltà del momento e la preparazione all’esame
scuola
L’ultimo giorno di scuola “vero” è stato per lei sabato 29 febbraio. Poi, qualche giorno sulla neve, ed Elena Celandroni, 19 anni a maggio, pisana, come tutti gli studenti italiani, non ha visto più, in classe, insegnanti e compagni. L’emergenza Covid-19 che sta mettendo in ginocchio il nostro Paese ha dettato i suoi tempi e le sue regole.
«Vivo questo periodo sospesa, un po’ come tutti – racconta Elena – e anche con una certa preoccupazione. Spero quindi nella responsabilità collettiva affinché questo dramma possa finire il prima possibile». Elena, oltre a studiare da casa, ha un impegno in più: è una tra i tanti studenti pisani che deve prepararsi per il prossimo esame di maturità. Una prova ancora molto nebulosa per quanto riguarda il suo svolgimento, ma reale e concreta. E lei, studentessa del quinto anno, frequenta la sezione D, con indirizzo architettura e ambiente del liceo artistico Russoli di Pisa, sta affrontando questo percorso con determinazione, anche se i pensieri non le mancano. La sua scuola, il Russoli, ha da subito attivato la didattica a distanza per gli alunni nel rispetto della continuità scolastica e per quella funzione sociale e di aggregazione che la scuola deve sempre portare avanti, ma nonostante l’impegno degli insegnanti attraverso le lezioni a distanza via computer, non è semplice spiegare ed eseguire materie tecniche, come il disegno, portare avanti i laboratori ed accostarsi a quelle scientifiche. «Noi studenti di quinta ce la stiamo mettendo tutta, i docenti ci incoraggiano – racconta Elena – ma i pensieri e le preoccupazioni non possono sparire. Ogni giorno, grazie ai nostri professori, frequentiamo le lezioni a distanza, chiaramente non in tutte le materie. È impossibile per una scuola tecnica come la nostra portare avanti un programma che prevede prove laboratoriali. Facciamo quello che possiamo. Non tutti poi hanno un computer a casa che può supportare programmi adeguati, insomma ci arrangiamo, nella consapevolezza, nonostante i tanti buoni propositi, di dover forse affrontare una maturità con parti di programmi non svolti». Una situazione non certo serena. «Molti di noi – continua la studentessa – si sono preparati duramente in questi anni per affrontare una prova che potrebbe non andare secondo le aspettative».
Elena è inoltre in attesa di conoscere le date per il test d’ingresso al Politecnico di Milano. «Anche qui – conclude – è tutto sospeso. Speriamo quindi di poter affrontare tutto nel migliore dei modi» . —
Roberta Galli
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