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Il rettore: quella laurea tanto inseguita arriverà ugualmente, alla memoria
L’annuncio di Mancarella dopo aver appreso della tragica scomparsa dello studente trentenne morto a Cisanello
Danilo Renzullo / pisa
Quella tesi che fra pochi giorni avrebbe discusso con orgoglio resterà per sempre chiusa in un cassetto. Le lacrime di gioia per quel sogno che pian piano iniziava a materializzarsi saranno sostituite dalle lacrime di dolore di amici e parenti. Il suo nome è destinato ad alimentare la lunghissima lista dei deceduti affetti da coronavirus. La vittima più giovane in Toscana, almeno per il momento, dell’epidemia. Gli sforzi che hanno caratterizzato la breve esistenza di Christin Kamdem Tadjuidje - il trentenne di origini camerunensi laureando in Scienze agrarie all'Università di Pisa, scomparso nella notte tra il 22 e il 23 marzo all’ospedale di Cisanello dove era stato ricoverato dieci giorni prima - per ottenere quella laurea che avrebbe significato soprattutto un riscatto sociale non saranno però dimenticati. Non sarà dimenticato il duro lavoro per raggiungere quel prestigioso traguardo che gli avrebbe permesso di trasformare i suoi studi in interventi concreti per aiutare il suo Paese d’origine, dove il trentenne sperava di ritornare. Questo il valore che la laurea avrebbe assunto per Christin Kamdem Tadjuidje. Un obiettivo che avrebbe dovuto raggiungere nella sessione del prossimo 7 aprile. Il suo impegno sarà riconosciuto dall’Ateneo pisano con l’assegnazione della laurea alla memoria. Ad annunciarlo è il rettore Paolo Mancarella. «È una notizia dolorosa che apre una profonda ferita nella nostra comunità – commenta Mancarella . La scomparsa di questo ragazzo, a pochi giorni dalla laurea, credo sia emblematica del dramma che stiamo vivendo ogni giorno. Siamo vicini ai suoi familiari e ai suoi amici a cui esprimo tutto il nostro cordoglio con una promessa: farò in modo che a questo ragazzo venga conferito, seppur alla memoria, il titolo per cui aveva faticato tanto».
Quando il coronavirus si trasformerà da emergenza in un brutto ricordo, con una semplice, ma significativa cerimonia l’Università assegnerà ai familiari del trentenne il titolo di laurea. «Un fratello, un amico, un compagno». Questo il ricordo dell'Associazione degli studenti camerunensi di Pisa, di cui Christyin Kamdem Tadjuidje era membro. «Ha lottato per anni per una laurea che non otterrà – prosegue l’associazione –. Ed è ancora più doloroso perché stava ultimando la tesi che avrebbe dovuto discutere nei prossimi giorni».
Generoso e studioso, di Christin Kamdem Tadjuidje resterà la sua vitalità, l’altruismo e il suo attivismo all’interno della comunità studentesca. Dopo un periodo di permanenza nella residenza universitaria Praticelli, nel febbraio dello scorso anno il trentenne era riuscito ad ottenere tramite il concorso di mobilità interna dell’Azienda per il diritto allo studio il trasferimento nella casa dello studente Mariscoglio, dove ha alloggiato fino allo scorso settembre prima di trasferirsi a San Giuliano in quanto non più borsista e assegnatario di alloggio perché giunto a conclusione del proprio percorso di studio che lo avrebbe portato a breve a conseguire la laurea. «Con grande sconforto apprendiamo la prematura fine di una giovane vita – sottolinea l’Azienda – che al pari di tanti altri studenti che hanno fruito o fruiscono dei benefici del Dsu Toscana, stava giungendo brillantemente al termine della carriera formativa».
Il giovane universitario aveva interrotto da tempo anche la frequentazione della mensa universitaria. L’ultima registrazione risale allo scorso 4 marzo, pochi giorni prima del suo trasferimento all’ospedale di Cisanello per una polmonite acuta. Conclusi gli accertamenti diagnostici per verificare la presenza di eventuali altre patologie non diagnosticate, la salma sarà affidata al fratello (residente in Francia) contattato dalla questura attraverso il consolato del Camerun. —
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