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Pisa

L'INTERPRETAZIONE

«La spesa si fa nel supermercato più vicino anche se si trova nel comune limitrofo»

«La spesa si fa nel supermercato più vicino anche se si trova nel comune limitrofo»

Dopo l’ulteriore stretta sugli spostamenti, i Comuni di Pisa e San Giuliano concordano sull’interpretazione fornita dal governo riguardo ai più recenti provvedimenti. Una deroga valida anche per i paesi che non hanno market

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PISA. «Ma se abito nella zona di Don Bosco non posso andare a fare la spesa al Carrefour perché si trova nel comune di San Giuliano, anche se sul confine con Pisa?». Con l’entrata in vigore delle ordinanze che in questi giorni hanno ristretto ulteriormente le possibilità di spostamento, sono molte le domande che pervengono anche al Comune di Pisa con particolare riguardo all’obbligo di fare la spesa nel proprio comune di residenza.

A rispondere ci pensa direttamente il governo che ha predisposto una pagina di domande frequenti in cui si interpretano i decreti.

Alla domanda se sia «obbligatorio fare la spesa nel proprio comune di residenza o è possibile farla anche nel comune limitrofo?”, il governo risponde così: «No, ma si deve fare la spesa nel posto più vicino possibile a casa o, per chi non lavora a casa, al luogo di lavoro. Infatti, gli spostamenti devono essere limitati allo stretto necessario sia tra comuni limitrofi che all’interno dello stesso comune. Qualora ciò non sia possibile (ad esempio perché il comune non ha punti vendita), o sia necessario acquistare con urgenza un bene non reperibile nel comune di residenza o domicilio, o, ancora, il punto vendita più vicino a casa propria si trovi effettivamente nel comune limitrofo, lo spostamento è consentito solo entro tali stretti limiti, che dovranno essere autocertificati».

«Prendiamo atto del chiarimento del governo - dice il sindaco di Pisa, Michele Conti -. Mi sembra un’interpretazione di buon senso per disincentivare mobilità ed eventuali inutili assembramenti indirizzando molta gente da più quartieri solo in alcuni supermercati. Per fare un esempio nel caso di Pisa, seguendo l’interpretazione del governo, che può essere considerata autentica visto che proviene dalla stessa fonte che ha emanato la norma, un residente nel quartiere di Pratale-Don Bosco può recarsi nei supermercati che si trovano nel comune limitrofo perché più vicini rispetto ad altri supermercati sul territorio comunale, ma più lontani e già al servizio degli abitanti di altri quartieri. Ho condiviso questa interpretazione con il comandante della Polizia municipale Michele Stefanelli che provvederà ad informare tutto il personale in servizio».

Il sindaco rinnova l’appello a non muoversi: «Mi segnalano ancora gente che si reca quasi quotidianamente a fare la spesa, i supermercati sono ancora troppo frequentati. Forse non tutti hanno chiaro che stiamo attraversando proprio in questi giorni il momento più critico dell’emergenza epidemiologica. Dobbiamo evitare di muoverci di casa, anche fare la spesa è un’attività che comporta rischi e si può evitare, dal momento che abbiamo provveduto a istituire servizi di spesa a domicilio e di aiuto alle categorie più fragili da parte della Protezione Civile».

Messaggio simile dal sindaco di San Giuliano Terme, Sergio Di Maio, che ha postato sui canali social del Comune il testo con l’interpretazione data dal governo. —

Una deroga valida anche per i paesi che non hanno market

E come si devono comportate i residenti dei comuni senza supermercati? Un’amministrazione comunale che si è posta la domanda è quella di Buti, «sottoponendo un quesito urgente al governo attraverso l’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) facendo presente - si legge sui canali social di Buti - che in piccoli comuni come il nostro talvolta non sono presenti supermercati o negozi specifici per coprire tutte le esigenze di approvvigionamento da parte della popolazione». Anche in questo caso la risposta è nelle interpretazioni che il governo fornisce attraverso la sezione del suo sito con le domande frequenti. Sempre alla domanda se sia «obbligatorio fare la spesa nel proprio comune di residenza o è possibile farla anche nel comune limitrofo?”, il governo risponde premettendo che «si deve fare la spesa nel posto più vicino possibile a casa o, per chi non lavora a casa, al luogo di lavoro». Poi specifica inserendo il caso tra parentesi: «Qualora ciò non sia possibile (ad esempio perché il comune non ha punti vendita) o sia necessario acquistare con urgenza un bene non reperibile nel comune di residenza o domicilio, o, ancora, il punto vendita più vicino a casa propria si trovi effettivamente nel comune limitrofo, lo spostamento è consentito solo entro tali stretti limiti, che dovranno essere autocertificati». —

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