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Medici di famiglia a rischio alcuni restano in quarantena

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PONTEDERA

Dopo il medico di famiglia di Pomarance (e mezza giunta finita in quarantena) e cinque casi positivi in poco tempo, anche altri dottori di famiglia, a Peccioli, Pontedera e Cascina, si sono ritrovati in quarantena, perché risultati positivi al Covid-19. La mancanza di adeguati dispositivi di sicurezza li rende più vulnerabili. E una volta che i casi diventano noti nei paesi, specialmente in quelli piccoli, si smuove subito la paura.

Spesso prima dell’Asl sono gli stessi cittadini a ricostruire gli incontri delle persone che i cittadini ricoverati in ospedale o seguiti a casa hanno avuto di recente. È successo in particolare a Capannoli, quando è stato registrato il primo caso su un pensionato che si è sfogato sui social quando è stato ricoverato all’ospedale, anche se con sintomi diversi da quelli della temuta infezione. «Speriamo di non avere il virus». E subito un paese gli è stato vicino dopo che l’uomo ha poi spiegato di aver contratto l’infezione. Ed è successo a Terricciola, per il 73enne trovato positivo nei giorni scorsi. «I suoi familiari sono stati in un paese dell’Emilia Romagna ma lui no – ha spiegato il sindaco Mirko Bini –. In questa situazione ci vuole molta cautela». In pochi giorni 25 cittadini sono stati messi in quarantena (ora il numero è sceso a 20) e questo ha fatto crescere la preoccupazione. «Ma non sono collegati tra loro», precisa il sindaco.

A Lajatico i casi, stando a quanto conferma il sindaco, sono sempre due. «Fortunatamente si trovano al momento in buone condizioni di salute», conferma Alessio Barbafieri. Ma nel frattempo Lajatico ha ricevuto 12 nuove ordinanze di quarantena per altrettanti cittadini. «Si tratta di persone che sono in auto isolamento già da diversi giorni, per i quali abbiamo avuto conferma in via ufficiale e con i quali ero già in contatto. Tutti quelli che sono in quarantena stanno bene e al momento non hanno sintomi», conferma lo stesso Barbafieri. Con una precisazione: «Le quarantene le decide il Servizio sanitario, noi controlliamo che siano rispettate. Coloro che sono in quarantena stanno rispettando la prescrizione». —

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