Il Tirreno

Pisa

Candela provoca un rogo: distrutta la veranda a Ghezzano

Pietro Barghigiani
L’ingresso della villa dove è scoppiato il rogo
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L’ingresso della villa dove è scoppiato il rogo

La proprietaria della villa: «L’avevo accesa con mia figlia come simbolo per seguire l’invito del Papa contro il coronavirus»

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SAN GIULIANO TERME. Aveva ascoltato il Papa e messo in pratica l’invito a recitare il rosario e accendere una candela sul davanzale di una finestra contro il coronavirus. Una devozione coltivata con scrupolo, ma dagli effetti nefasti: dalla candela si è sviluppato un rogo che ha distrutto la veranda della villa.

È successo nella notte di venerdì 20 marzo in via Fucini a Ghezzano, nel territorio di San Giuliano Terme. Le suppellettili sono andate a fuoco, ma nessun danno è stato arrecato all’abitazione, né ai suoi occupanti, una pensionata, la figlia e il genero.

Del piccolo incendio si sono occupati gli agenti delle volanti arrivati con i vigili del fuoco in via Fucini. Hanno spento le fiamme e verificato che la struttura non avesse risentito dell’incendio. Tutto a posto e neanche la necessità di allontanarsi dalla villa.

Quello che è stato distrutto era fuori, un pergolato dove vengono preparati barbecue. Anche quello è stato aggredito dalle fiamme.

Giovanna Maria Bonucci, poetessa e pittrice, è la vedova di Attilio Marchetti, anche lui appassionato di scrittura e poesia.

«Dopo aver sentito l’invocazione del Papa – spiega la signora – sia io che mia figlia abbiamo deciso di mettere una candela sul davanzale della finestra al piano terra. Un invito del Santo Padre per combattere il coronavirus. Purtroppo accanto alla candela c’era anche una bottiglia di alcol etilico. Deve essere stato quello l’innesco. Le fiamme si sono alzate fino alle finestre della camera da letto di mia figlia al primo piano». Il crepitio ha fatto svegliare la coppia, pronta a dare l’allarme. Danni limitati e un’enorme spavento. Tutto per una candela accesa contro il virus che alla fine ha distrutto la veranda.

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