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«Tuteliamo la salute altrimenti chiudiamo»
Lettera al prefetto e al dipartimento Igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro da parte dei rappresentanti sindacali Usb
fauglia
«Le misure predisposte non sono sufficienti a tutelare la salute dei lavoratori».
I rappresentanti sindacali dell'Usb chiedono al dipartimento di Prevenzione igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro di intervenire per verificare se sussiste un rischio contagio da coronavirus negli ambienti lavorativi della Vitesco Technologies, la società specializzata nella progettazione e realizzazione di iniettori attiva a San Piero a Grado e a Fauglia. I rappresentanti del sindacato di base si dicono preoccupati per un possibile rischio contagio nonostante un accordo sindacale raggiunto pochi giorni fa con l'azienda per assicurare tutte le misure preventive a mettere in campo tutte le azioni previste dai decreti governativi per evitare il diffondersi del virus.
«I luoghi di lavoro in Vitesco Technologies, e in particolare le aree produttive, sono ambienti chiusi senza aperture sull'esterno e sono dotati di impianti a circolazione di aria forzata che prevedono una certa parte di aria da riciclare ed un'altra da rinnovare con aria esterna e un sistema di controllo dell'umidità – scrivono i rappresentanti dell'Usb in una missiva inviata anche al prefetto, al presidente della Regione e ai sindaci di Pisa e Fauglia –. I reparti produttivi sono dotati di centrali di trattamento dell'aria collocate sul tetto o esternamente provviste di filtri a carboni attivi che vengono sostituiti una volta all'anno durante la chiusura estiva di agosto da una ditta specializzata che può intervenire solo ad impianti fermi, secondo una procedura complessa. L'Istituto superiore di sanità, per prevenire la diffusione del virus, ha raccomandato l'adozione di filtri idonei da sostituire regolarmente, il mantenimento in condizione di efficienza degli impianti, il mantenimento sotto controllo dei parametri di temperatura, umidità e CO2 e l'eliminazione totale del ricircolo dell'aria».
Indicazioni che secondo l'Usb non possono al momento essere concretizzate, né sono state previste nell'intesa raggiunta la scorsa settimana tra la Rsu e l'azienda che, tra gli altri punti, prevede un'intensificazione delle operazioni di pulizia e sanificazione. Per due giorni, gli stabilimenti pisani della società hanno interrotto la produzione per permettere a ditte specializzate di sanificare tutti gli ambienti di lavoro. «Dall'operazione sono però stati esclusi gli impianti di aerazione – prosegue l'Usb –. Le misure predisposte non sono sufficienti a tutelare la salute dei lavoratori impiegati nelle produzioni perché, non prevedendo alcun intervento sugli impianti di aerazione, non garantiscono l'assenza di rischio di contagio tramite gli impianti essendo concreta la possibilità che il virus si depositi e proliferi nei filtri e si diffonda nell'ambiente tramite il sistema di circolazione dell'aria».
Il sindacato di base chiede di «verificare l'effettiva sussistenza delle condizioni per disporre la chiusura immediata dell'azienda». —
Danilo Renzullo
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