Sono costretti a casa, ma la fantasia corre libera Ecco i disegni dei bimbi
I colori per esorcizzare la paura e le matite per continuare ad immaginare una normale quotidianità rappresentano i sentimenti dei piccoli atleti del Cus
pisa
I colori per esorcizzare la paura, le matite per continuare ad immaginare una normale quotidianità. Decine di disegni per sperare di tornare al più presto a riabbracciare i propri amichetti, inseguire un pallone e ritrovarsi su quei campi dove l’attività fisica e sportiva si unisce alle storie di piccole e grandi amicizie.
I bambini che partecipano alle attività del Cus Junior, la sezione polidisciplinare del Centro universitario sportivo pisano dedicata ai bambini dai 4 agli 11 anni, immaginano il coronavirus come un grande ostacolo. Una barriera che impedisce di giocare, gioire ed abbracciarsi.
Una temporanea sospensione dei rapporti con istruttori ed amici che il Cus Junior continua ad alimentare, seppur virtualmente. Chat di gruppo, brevi tutorial per proseguire in casa attività sportive e tante altre iniziative per continuare a mantenere vive le amicizie che l’emergenza legata alla diffusione del coronavirus rischia di interrompere.
A parlare sono soprattutto i disegni che i piccoli atleti e i partecipanti alle attività della sezione polidisciplinare del Cus Pisa hanno realizzato nell’ambito dell’iniziativa #giocaconilcus, un progetto ideato per spingere i bambini e le famiglie a rimanere in casa, senza però interrompere i legami che caratterizzano ed alimentano le attività svolte negli impianti di via Chiarugi. Tratti di matita per raccontare “l’isolamento” e la fantasiosa resistenza a quel nemico invisibile che ha rivoluzionato i rapporti e la vita quotidiana. Colori e creatività per esprimere la voglia di riabbracciare istruttori ed amici. Piccole opere per ricordare quella normalità stravolta rapidamente dalla diffusione del virus, dalle quali emergono la voglia e la speranza dei più piccoli di tornare il prima possibile ad una quotidianità fatta di gioco, sorrisi, incontri ed amicizie.
C’è Tommaso, allievo della scuola calcio, che si raffigura mentre sconfigge quel mostro silenzioso calciando il pallone. “Sparisci, io voglio giocare a calcio con i miei amici” le parole urlate da Tommaso che costringono il virus, raffigurato triste e vinto, a scappare. C’è la piccola ginnasta Myriam, della scuola ritmica, che con le sue matite colorate ha tratteggiato il suo ritorno in palestra disegnandosi con le compagne di corso mentre, sorridenti, volteggiano insieme. E ancora: Gianmarco della scuola di karate che ha rappresentato la sua voglia di indossare nuovamente il kimono per sconfiggere, insieme ai sui maestri e ai compagni di corso, il coronavirus o il disegno di Francesco che su un foglio di carta rivive le giornate passate su un campo di calcio. Tifosi sugli spalti e tanti giocatori in campo: un ritorno alla normalità fatta di gioco, amicizie e sport che i bambini hanno raffigurato in decine di disegni raccontando la loro giornaliera resistenza alle conseguenze di un’emergenza che ha stravolto la quotidianità, ma non è riuscito ad intaccare la vivacità, l’allegria e la vitalità dei più piccoli. —
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