Il pediatra: "I bimbi sono meno vulnerabili ma i genitori devono stare attenti"
Il pediatra, il rianimatore, il dietologo e il "volontario": quattro professionisti ci dicono come comportarci in questo periodo così difficile
Il direttore dell'unità operativa di Pediatria all’Azienda ospedaliero-universitaria pisana, il presidente delle Misericordie pisane, il direttore della rianimazione dell'ospedale Lotti di Pontedera e un noto dietologo e fitoterapeuta ci dicono come affrontare questa emergenza. Come comportarci con i bambini, cosa mangiare, quale lo spirito giusto per affrontare questo momento.
IL DIRETTORE DI PEDIATRA
Bimbi meno vulnerabili ma il problema sono i genitori che escono
I bambini sono meno vulnerabili di fronte al virus, ma punti deboli sono genitori e familiari che entrano ed escono di casa per motivi di lavoro. I loro disturbi ( febbre e tosse) potrebbero rappresentare un aumento del rischio per i figli. Lo sostiene Diego Peroni, direttore dell’unità operativa di Pediatria all’Azienda ospedaliero-universitaria pisana.
In una famiglia che vive chiusa in casa da giorni, con uno o più adulti che escono per lavoro, i bambini sono più esposti di altre fasce d'età a un possibile contagio?
«Non credo aumenti in particolare il rischio; i bambini sembrano meno vulnerabili anche se non abbiamo dati precisi sui meccanismi. È importante, naturalmente, considerare se ci siano sintomi nel genitore (febbre, tosse): questo sì comporterebbe un aumento del rischio, credo comunque valga la pena utilizzare la mascherina sul luogo di lavoro».
Per i bambini è utile, oltre al lavaggio frequente delle mani, utilizzare presìdi sanitari per il naso e la gola, sia durante il giorno che la notte?
«Direi tutto sommato di no. Se il paziente è asmatico o allergico, meglio continuare la terapia di fondo usuale che cura la malattia allergica. Questo dà maggiore “stabilità” al polmone del piccolo paziente. Nell’attuale fase, mi sentirei di consigliare una dieta ricca di vitamine (vitamina C e D) e antiossidanti che aumentano le difese immunitarie. Se la dieta non fosse completa, considerare eventualmente la supplementazione con integratori».
IL PRESIDENTE DELLA MISERICORDIA
«Se volete aiutarci potete regalare dispositivi di sicurezza»
«Ovunque accanto a te. Così recita un motto delle Misericordie. «Noi ci siamo, noi vogliamo esserci accanto a voi, ma, credete, in questi giorni è sempre più difficile. Abbiamo ormai, nostro malgrado, preso coscienza che la situazione è sempre più seria, ma siamo altresì convinti che ce la faremo e tutto questo rimarrà un brutto ricordo. Negli occhi dei nostri volontari, talvolta, inutile negarlo, prima di uscire per un intervento si leggono un po’ di paura e di smarrimento perché oggi qualsiasi trasporto ordinario e di emergenza che facciamo è un “sospetto Covid-19”», dice Maurizio Novi, presidente delle Misericordie pisane.
«Uno dei nostri più grandi problemi è la carenza di Dpi (dispositivi di protezione individuale, quali mascherine filtranti, tute di protezione) adeguati che, nonostante gli sforzi dell’Azienda sanitaria, e in prima persona dal dottor Bitonti (direttore della centrale operativa 118, ndr), al quale va il nostro ringraziamento, non sono sufficienti. Oltretutto sono prodotti costosissimi, una tuta arriva a costare fino a 12 euro più Iva, alcuni negozianti addirittura, in questo periodo, aumentano i prezzi sulle mascherine (di base 3/4 euro), con le filtranti che arrivano anche a 12 euro. In più, le nostre Misericordie sono in questa emergenza su tanti altri fronti. Aiutateci a comprare i Dpi attraverso il nostro Iban: IT23Z0306909606100000156442 intestato a: Associazione Misericordie Pisane, causale Dpi Covid-19. Noi ci occuperemo di acquistarli e di distribuirli alle Misericordie che ne abbiano necessità».
IL DIRETTORE DELLA RIANIMAZIONE
L’appello: restate in casa, ve lo chiedo per il bene di tutti
State a casa! Un mantra di questi giorni. Eppure, molti continuano a ignorare gli appelli a non uscire di casa. Ecco che anche il dottor Paolo Carnesecchi, direttore della rianimazione dell'ospedale Lotti di Pontedera, ha rivolto un appello ai cittadini della Valdera, e non solo. «La richiesta è semplice, ma di importanza decisiva, ancor di più nei prossimi giorni: restiamo in casa e rispettiamo le indicazioni fornite dalle autorità. Cerchiamo di esser responsabili e di non vanificare l'enorme lavoro che stanno facendo i nostri medici, gli infermieri e tutti gli operatori della sanità», ha rilanciato l’invito il sindaco di Pontedera, Matteo Franconi.
«Volevo rassicurarvi – dice in un video-appello il dottor Paolo Carnesecchi – che noi, io e i miei collaboratori, medici e infermieri, lavoriamo per voi e per garantire la vostra salute ventiquattr'ore su ventiquattro. Vi chiedo però di aiutarci: state in casa e rispettate le normative che il ministero e la Regione Toscana ci hanno imposto. Mi raccomando. Solo così, e ve lo prometto, ce la potremo fare tutti insieme, però vi chiedo anche a nome di tutti i sindaci della Valdera di stare in casa». L'appello di Carnesecchi è stato lanciato anche a nome di tutti i sindaci della Valdera, affinché tutti i cittadini restino a casa e contribuiscano con un atteggiamento responsabile a interrompere la catena dei contagi da Covid-19.
IL DIETOLOGO
Kefir, yogurth e crauti per alzare e potenziare le difese immunitarie
Secondo il dottor Ciro Vestita, dietologo e fitoterapeuta, in questi giorni di lotta al coronavirus è assolutamente fondamentale aumentare le difese immunitarie dell’organismo. «Se le nostre difese sono forti – sottolinea Vestita – il virus probabilmente farà meno danni. E le nostre difese sono rappresentate soprattutto dalla nostra flora batterica intestinale, considerata ormai il nostro esercito personale; qualsiasi germe deve fare i conti con lei prima di aggredirci. Questa flora è talmente importante che, se insufficiente o debilitata, può favorire patologie gravissime. In primis, quindi, occorre cercare di non offendere la flora. Questo accade con antibiotici presi a vanvera. Gli antibiotici inutili distruggono la flora batterica.
Per arricchirla ci vogliono invece nuovi lattobacilli: kefir, yogurth e crauti (pochi lo sanno ma i crauti sono cavoli in fermentazione lattica ricchissimi di fermenti). Il kefir è il mio preferito: assumerne almeno mezzo litro al giorno». Può essere inoltre utile assumere alimenti con forte potere antivirale. «Anni fa – afferma Vestita – è stata isolata una molecola in limoni e pompelmi, la naringenina, capace addirittura di attaccare il terribile virus della epatite C. Chissà, forse può fare qualcosa anche contro il virus attuale. Altri alimenti con forte potere antivirale sono aglio, cipolla, frutta fresca e peperoncino. Quest'ultimo è ricco di capsaicina, molecola dal forte potere antimicrobico.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
