Il Tirreno

Pisa

il buon esempio 

Immunodepressa rivela: «Non esco di casa dall’11 febbraio»

S.C.

2 MINUTI DI LETTURA





CASCINA

Quando si parla di Covid-19 le cautele non sono mai a sufficienza. Eppure c’è chi continua a non rispettare i divieti. Simona Berrugi, ex consigliera comunale a Cascina, nei giorni scorsi ha affidato le sue preoccupazioni di persona immunodepressa ad alcuni post sui social. Le abbiamo chiesto di rivolgere un appello per il rispetto delle regole.

«In una società in cui la libertà è alla base della convivenza sociale, in cui tutti esprimiamo con orgoglio opinioni comportamenti e stili di vita, questa limitazione della libertà appare assurda e innaturale. Tutto sembra si sia fermato, la scuola, lo sport, il tran tran giornaliero. All’improvviso sono cambiate tutte le nostre priorità. Fino ad un mese fa i ragazzi come i miei pensavano al compito a scuola, alla competizione agonistica da vincere, agli allenamenti e così via».

Ora Simona si è trovata a mandare il figlio a fare la spesa per lei e per i nonni, raccomandandogli di stare attento, di mettere la mascherina e i guanti e di tornare subito a casa. «Sembra passato un secolo dall’inizio di tutto questo. Invece, sono passate poche settimane da quando il paese intero ha finalmente preso coscienza della gravità della situazione e si è unito. Stiamo attraversando un rischio enorme e di questo tutti ne dobbiamo essere consapevoli. Siamo tutti a rischio ed è questo che dobbiamo pensare e per questo di conseguenza agire, stando in casa ed evitando i contatti. Uscire il meno possibile. Facciamolo per tutti noi. È da circa un mese, dal giorno del mio compleanno, lo scorso 11 febbraio, che non esco se non per andare in ospedale, e ho vissuto il cambiamento repentino della struttura sanitaria, della sua capacità di reagire, mettere in atto precauzioni, percorsi e personale che di fronte all’emergenza non si è arreso e non si sta arrendendo». Arrendersi mai, ci ricorda Simona. «A tutti loro dico grazie. Nemmeno io mi arrendo e nessuno di noi da casa deve arrendersi. Questa è una battaglia contro un nemico invisibile e subdolo che si vince solo se siamo uniti. Noi stando a casa facciamo la nostra parte, siamo un avamposto importante e vitale». –

S.C.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino