«Non venite in negozio per i chiodi che vi mancano per i lavoretti in casa»
Gabbani dell’omonima ferramenta: «Non intasateci i locali, portiamo noi il materiale che vi serve a domicilio»
PONTEDERA. «C’è chi viene a comprare i chiodi per attaccare i quadri in casa, o altre cose per svolgere piccoli lavori domestici. Sbagliano, perché noi siamo aperti soprattutto per le ditte che non possono chiudere e hanno bisogno di materiali, o per situazioni urgenti». Mascherina, guanti e uno sfogo. Quello di Tommaso Gabbani, dell’omonimo negozio di ferramenta in via Verdi. «Chi ha bisogno di oggetti per fare i lavoretti in casa per non essere sopraffatto dalla noia ci chiami. Portiamo noi i materiali a domicilio. Ma non intasate il negozio per delle sciocchezze».
Pontedera ai tempi del coronavirus è una città semi-deserta. Bar, locali e negozi chiusi. Aperte soltanto le attività che forniscono servizi “minimi essenziali”: lo dice il decreto firmato dal governo per impedire la diffusione del virus. «La gente al mattino esce per fare la spesa, poi compra il giornale e se ne torna a casa fino al giorno dopo. In tanti acquistano i quotidiani, le persone vogliono rimanere informate, e vogliono farlo seguendo canali autorevoli, come la carta stampata», racconta Angiolino Buccarello, storico edicolante di piazza Martiri della Libertà.
I titolari delle attività aperte seguono alla lettera le disposizioni del governo. I clienti entrano uno alla volta, gli altri aspettano fuori, rigorosamente a distanza di almeno un metro l’uno dall’altro. «Nei giorni scorsi in tanti hanno fatto scorta di sigarette. Nelle prime ore della giornata qualcuno si vede, poi la città diventa davvero vuota. Il pomeriggio in giro non c’è quasi nessuno, corso Matteotti è spettrale», racconta Valentina Frassi, che ha un’edicola-tabacchi a due passi dal palazzo comunale. «Pane, schiacciata e i dolci per colazione. Un po’ di gente in giro al mattino c’è, ma giusto il tempo di acquistare beni di prima necessità, poi tornano tutti a casa», ribadisce Monica Rossi del negozio di generi alimentari Gustame, in via Rossini.
Pochissimi rumori, poche auto in giro, tante saracinesche abbassate. Chi passeggia in centro lo fa a ritmo spedito, stando attento a non incrociarsi troppo da vicino con altri passanti. Le file più lunghe sono davanti alle farmacie. La gente in attesa si chiede quanto durerà l’emergenza, per quanto tempo ancora le strade di Pontedera saranno “nude”. E tutti vogliono la mascherina.
«Le abbiamo terminate – dice Paolo Nanni, della farmacia Nanni, in via Dante – e arriveranno nei prossimi giorni. È molto richiesto anche il gel igienizzante per le mani. Vendiamo molti prodotti anti-influenzali, perché c’è ancora l’influenza in giro. E tra poco sarà il turno delle allergie, alcune persone cominciano già ad accusare i primi sintomi. Fortunatamente, la gente si sta dimostrando molto disciplinata. Tutti rispettano la fila, osservano perfettamente le regole per evitare assembramenti in negozio e hanno grande pazienza. Noi ci siamo tutelati con un divisorio in plastica alle casse per ridurre il rischio di contagi». —
Tommaso Silvi
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