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Pisa

la polemica/1 

«I medici trattati come mascherine usa e getta»

Gian Ugo Berti
«I medici trattati come mascherine usa e getta»

Durissima presa di posizione dell’Ordine, Giuseppe Figlini: «Sempre insufficienti i dispositivi di sicurezza»

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pisa. «Medici ed infermieri non sono come mascherine usa e getta. Sono stati mandati allo sbaraglio, perché a più di un mese dall’inizio dell’epidemia, anche nel territorio di Pisa e provincia è sempre insufficiente la disponibilità dei “dispositivi di protezione individuale”, ovvero mascherine, guanti, camici ed occhiali protettivi».

Va giù duro il presidente dell’Ordine dei medici, chirurghi ed odontoiatri della provincia di Pisa nella sua critica alle istituzioni responsabili. Dopo l’intervista di qualche settimane fa Giuseppe Figlini non arretra, soprattutto alla luce di previsioni preoccupanti per il futuro andamento dell’epidemia.

«Non ci hanno ascoltato – aggiunge – e la situazione s’è fatta ancora più grave. Basti pensare che, in Italia, sono attualmente circa un migliaio le unità del personale sanitario infette da coronavirus e a questo proposito voglio ricordare il presidente dell’Ordine di Varese, medico di famiglia, deceduto nell’adempimento della propria attività assistenziale. La Guardia medica, i medici di famiglia, i pediatri di libera scelta e gli stessi medici del 118, i primi a venire a contatto con la persona che ha chiesto il loro intervento, non sono adeguatamente protetti. Le mascherine chirurgiche di cui sono dotati, infatti, non servono per la sicurezza della visita».

«Ma non basta –precisa Figlini – perché il personale già in quarantena che non presenta alcun disturbo è stato richiamato al lavoro. Valida è l’iniziativa di accelerare i concorsi per l’assunzione di duemila fra medici ed infermieri, ma nel frattempo occorre prendere nuove misure per proteggere chi è in trincea e a loro va tutto il nostro sostegno e la nostra gratitudine».

«Va bene anche la creazione di nuove strutture d’accoglienza e l’aumento di posti letto – sono sempre parole del presidente dell’Ordine provinciale dei medici – ma ogni cosa è destinata a vanificarsi se non c’è personale in grado di seguire i pazienti. Se invece si proteggesse in modo adeguato tutto il personale, pur non essendo la soluzione completa, si proteggerebbero meglio anche tutti i cittadini che chiedono aiuto».

«Il futuro che ci aspetta – conclude Figlini – appare dunque incerto e quanto fatto fino ad oggi non è bastato. Noi, come Ordine dei medici, lanciamo di nuovo l’allarme. Non vorremmo trovarci fra qualche tempo a vivere una situazione ancor più critica». —

Gian Ugo Berti

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