Il Tirreno

Pisa

La carbonara vegetariana di Roan Johnson e i pizzoccheri di Petra

Roberta Galli
La carbonara vegetariana di Roan Johnson e i pizzoccheri di Petra

Cosa fanno i vip pisani? Come stanno trascorrendo le loro giornate costretti a casa dal decreto governativo? Chi si dedica alla cucina, chi al giardinaggio e chi alla lettura 

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#IORESTOACASA

Aiutano i figli nei compiti a casa, si dilettano in cucina, nel giardinaggio, scrivono, leggono, studiano, guardano film, magari colgono l’occasione per sistemare la propria casa, ora che il tempo non manca, e c’è perfino chi non rinuncia agli allenamenti di danza quotidiana, tra le quattro mura domestiche.

Al tempo dell’emergenza coronavirus anche i volti noti pisani si organizzano e restano a casa. Chi in campagna, chi in città, e chi fuori regione. Ma nonostante le difficoltà, che viviamo tutti in questo momento storico, l’ottimismo non viene meno. Le parole d’ordine sono chiare: dobbiamo applicare rigorosamente le misure di prevenzione sanitarie disposte a livello nazionale, evitare contatti e attendere fiduciosi perché tutto posso riprendere come prima. Ne sono convinti lo scrittore Marco Malvaldi, l’etoile pisana Daniela Maccari, ballerina della Lindsay Kamp Company, l’attore e protagonista di fiction televisive Roberto Farnesi, il regista e sceneggiatore Roan Johnson, la cantante e attrice Petra Magoni, il presidente della Fondazione Teatro di Pisa Patrizia Paoletti Tangheroni e l’attore Paolo Conticini, che hanno condiviso con noi il loro quotidiano, raccontandoci la loro esperienza di comuni cittadini alle prese con una emergenza epocale.

Marco Malvaldi. «Cosa faccio? Innanzitutto, sto ripassando il programma di quinta elementare. Con il figliolo a casa, che viene giustamente caricato di compiti, o quello o la Nintendo. Per cui, prima i compiti. Poi, dopo un'oretta di videogiochi, sono pronto per il giardinaggio insieme con mia moglie: ieri ho potato la bouganville, oggi (ieri, ndr) ho pulito tutto il retro del giardino, domani poterò la siepe. Non fraintendetemi: io detesto il giardinaggio, è solo che amo mia moglie. Quindi, studio cose da adulti, intendo, libri e articoli per un saggio che sto scrivendo. Poi, un'oretta di attività fisica obbligatoria: mi sono iscritto a un corso di ginnastica online, fa un po' effetto 1984 con il povero Winston Smith che viene cazziato in diretta dall'istruttrice, ma perlomeno fai qualcosa e sudi. E ti senti meno in colpa per i due appuntamenti clou della giornata: il pranzo e la cena. Non so quando potrò uscire di nuovo di casa tranquillo, ma so che potrò contare tranquillamente il tempo trascorso in chili...».

Daniela Maccari. «Sono tornata a Pisa, nella mia città dove sono nata e mi sono formata professionalmente. Sto in casa, seguendo scrupolosamente le indicazioni del governo, ma non nego che mi manchi la mia palestra, l’esercizio fisico quotidiano, legato al mio lavoro. Per questo anche tra le quattro mura domestiche faccio allenamenti. A quelli proprio non riesco a rinunciare. Poi, online contatto i colleghi della compagnia per parlare di lavoro. In questo periodo stavamo portando avanti un progetto importante in ricordo di Lindsay Kemp in molti teatri italiani e spero quindi, insieme agli altri, di ripartire il prima possibile. Per il resto cerco di stare serena il più possibile, anche se la situazione non è delle migliori. Dalla mia casa sul lungarno guardo una città blindata. Ed anch’io, come tutti, esco pochissimo. Solo per fare la spesa sia per me che per i miei genitori che sono più giovanissimi, con l’augurio che tutto possa tornare alla normalità».

Roberto Farnesi. «Purtroppo ho dovuto interrompere le riprese della fiction “Il Paradiso delle Signore” in lavorazione a Roma e sono a Pisa già da diversi giorni. Che dire? Mi sto dividendo tra casa e il mio ristorante, peraltro chiuso, ma le cose da fare non finiscono mai. Per fortuna abito a ridosso del Parco di San Rossore, così posso fare lunghe passeggiate in compagnia del mio cane. Mi piacerebbe anche andare cavallo, ma chissà se sarà possibile mettere in pratica questo desiderio. Per il resto della giornata sto a casa, seguendo quindi attentamente le disposizioni ministeriali, importantissime perché ripeto ognuno deve fare la sua parte in questa battaglia. Guardo film di tutti i generi e documentari su animali, i miei preferiti, oltre a leggere un buon libro. Ne approfitto magari con un testo del grande Giorgio Faletti, il mio autore preferito. Sperando che tutto passi presto. Ma sono sicuro che se ci atteniamo tutti scrupolosamente ai protocolli ne usciremo a testa alta».

Roan Johnson. «Bisogna resistere. È un periodo della nostra vita molto particolare, ma che possa essere anche di insegnamento e farci assaporare di più ogni momento bello del nostro quotidiano. Io sto trascorrendo questi giorni nella mia casa a Pisa, insieme a mia moglie e ai miei figli. E non è semplice ritrovarsi improvvisamente tutti chiusi in casa. Per quanto riguarda il lavoro sono impegnato nella sceneggiatura delle puntate del Barlume, mentre seguo online l’uscita del mio ultimo lavoro sulla Rai, “La concessione del telefono”, il romanzo di Camilleri, trasformato in fiction, del quale ho curato la regia e la sceneggiatura. Mentre nel tempo libero, sempre in casa, mi prendo cura dei miei figli, giocando con loro, anche fuori all’aperto, tempo permettendo, e cucinando. Mi piace realizzare primi gustosi. Mi sono specializzato nei risotti ed eseguo anche un’ottima carbonara vegetariana. Per il resto mi affido totalmente alle prescrizioni del governo nella speranza e fiducia che tutto passi presto».

Petra Magoni. «Trascorro questo periodo della mia vita nella mia casa tra Pisa e Cascina. Io sono fortunata, vivo in campagna e posso fare lunghe passeggiate. Domani per esempio penso di piantare le patate. Insomma non mi manca niente. L’aria è buona, ho perfino le galline e sono circondata dalla natura. Certamente ho molto più tempo libero da dedicare ai miei figli e per sistemare quelle cose in casa che ognuno di noi rimanda per i tanti e troppi impegni. Poi c’è la musica da ascoltare, quella non manca mai, e in questi giorni mi dedico anche alla cucina. Ieri ho fatto i pizzoccheri. Tutto si è fermato, almeno per me abituata a ben altri ritmi. Ma questa pausa penso che alla lunga ci possa fare del bene. Vedo un Paese unito, come non lo è mai stato prima. Siamo tutti a fare gli stessi sacrifici. E c’è un obiettivo comune, anche in politica. E questo è positivo. Una pausa che ci permette di ripensare al nostro modello di vita: quello che era normale, ora è un lusso».

Patrizia Paoletti Tangheroni. «Per la verità, al momento, non mi sono ancora ben resa conto di essere tra le quattro mura domestiche. Fino ad ieri sono stata operativa, sempre via web, con i miei collaboratori, per adempiere a tutte le procedure di chiusura del teatro. Un mare di provvedimenti, eccezionali, e credetemi non per niente semplici. Da oggi (ieri, ndr) posso dire di essere, con la mente, meno impegnata nella burocrazia. Io per fortuna abito fuori Pisa, a San Giuliano Terme, vicino ai miei parenti e così in caso di bisogno possiamo aiutarci. Parlo delle piccole incombenze quotidiane. Come andare a fare la spesa. Come famiglia non ci siamo fatti prendere dal panico e cerchiamo di rispettare alla lettera le restrizioni ministeriali. Poi, ci sono le mie figlie che vivono fuori Pisa, una addirittura a Washington, con le quali ci sentiamo quotidianamente. Le loro parole di affetto nei miei confronti mi rallegrano molto. Oltre ai miei familiari, sempre presenti nella mia vita».

Paolo Conticini. «Ero a Roma per lavoro e sono rimasto qui. Sicuramente stiamo vivendo una situazione surreale, mai sperimentata prima. È come se avessimo alle spalle una persona che ti punta una pistola, ti volti e non vedi nulla. Questa insomma la mia sensazione. Per il resto mi adeguo per uscire quanto prima da questa situazione anomala. Tornando a questi giorni in casa approfitto di questa pausa forzata per buttarmi nel lavoro: studio alcuni copioni e scrivo un libro. Poi, nella mia abitazione ho molte cose da mettere a posto e penso che questa sia l’occasione giusta. In questi giorni ho riscoperto anche alcuni giochi da tavolo che facevo da ragazzo. Comunque non dobbiamo perdere l’ottimismo: sono sicuro che presto usciremo da questa emergenza e potremo riprendere in mano la nostra vita». —

Roberta Galli

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