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In Piaggio si torna a misurare la febbre: mascherine, guanti e occhiali ai dipendenti

L’ingresso principale dello stabilimento Piaggio di Pontedera (foto Franco Silvi)
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L’ingresso principale dello stabilimento Piaggio di Pontedera (foto Franco Silvi)

Appello dei sindacati alle ditte della provincia: «Se non ci sono le condizioni di sicurezza meglio fermare la produzione»

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PONTEDERA. La Piaggio, ma non solo al centro delle attenzioni di dirigenti, sindacalisti e lavoratori per fronteggiare l’emergenza coronavirus e, al tempo stesso, cercare di non far fermare le produzioni. Confronti continui tra rsu, responsabili della sicurezza e rappresentanti delle aziende della provincia per trovare le giuste linee di comportamento in base al decreto del governo. Ma Fiom, Fim e Uilm dicono che potrebbe essere il caso di fermare le produzioni per adeguare la vita di fabbrica alle disposizioni per poi ripartire con la massima sicurezza.

Nella fabbrica della Vespa è stato registrato un dipendente positivo al Covid-19, e anche se era già assente dagli stabilimenti da qualche giorno per un infortunio, in via precauzionale le autorità sanitarie hanno disposto la quarantena per circa una ventina di colleghi con cui aveva condiviso gli spazi. Con l'occasione saranno sanificati gli ambienti del suo reparto e man mano anche quelli di tutti i reparti dello stabilimento, a cominciare da quello delle Due Ruote e del Tre e quattro ruote, che sono le aree dello stabilimento con il maggior numero di operai.

Le misure adottate dal Gruppo Piaggio, discusse e condivise con i sindacati, sono imponenti e vanno oltre le indicazioni del decreto del governo di sabato. Infatti, oltre ad aver bloccato tutte le trasferte (se non per improrogabili attività, e comunque dietro uno stretto iter approvativo), aver messo a disposizione flaconi con gel igenizzante e ridotto al minimo riunioni con esterni in favore di telefonate o meeting via Skype, in Italia il Gruppo Piaggio ha organizzato le linee produttive un sistema per la distanza di sicurezza tra operatori, così come all’interno della mensa e sono state aumentate le turnazioni per diluire la presenza contemporanea di persone. In più, sindacati e azienda si sono accordati per far ripartire la misurazione della temperatura ai dipendenti che entrano nella fabbrica, senza violare le disposizioni del Garante in termini di privacy. Saranno poi distribuite, nei prossimi giorni, mascherine, guanti e occhiali a tutti i dipendenti delle sedi italiane del Gruppo Piaggio.

«Negli stabilimenti a massima concentrazione di lavoratori – dicono da Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil – è indispensabile una riorganizzazione delle produzioni, ad esempio, un maggior scaglionamento dei turni, dell’affluenza alle mense e agli spogliatoi, la sanificazione degli ambienti di lavoro e dei servizi igienici, nonché la più ampia diffusione possibile del tele lavoro, il rispetto delle distanze minime tra le postazioni di lavoro».

Ma i sindacati dicono anche un’altra cosa, molto importante: «Per affrontare questo in alcuni casi va presa in considerazione anche la possibilità di fermare le produzioni per alcuni giorni, in modo da ripartire in piena sicurezza. In tutte le aziende vanno inoltre garantite le forniture di guanti, gel igienizzante e mascherine, così come previsto dal decreto».

«Il governo in questo drammatico frangente deve agire risolutamente sostenendo le attività produttive che altrimenti corrono il rischio di essere travolte – aggiungono Cgil, Cisl e Uil – Anche se dovessero essere assunti provvedimenti drastici, questi dovranno avvenire nella piena garanzia di una rapida ripresa produttiva, ma anche del mantenimento della forza occupazionale». —
 

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