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Coronavirus, in giro senza validi motivi: una ventina i denunciati a Pisa e in Valdera

Coronavirus, in giro senza validi motivi: una ventina i denunciati a Pisa e in Valdera

Centinaia di controlli delle forze dell’ordine sul decreto “Io resto a casa”. Ci si può spostare solo per lavoro, salute e comprovate necessità

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PISA. Un giovane proveniente da Firenze è stato fermato alla stazione centrale durante un controllo tra le sparute presenze nello scalo. Quando l’agente della Polfer gli ha chiesto il motivo dell’arrivo a Pisa la risposta è stata un esempio di incapacità di comprendere i messaggi nazionali con lo slogal “Io sto a casa”: «Sono venuto per partecipare una festa». Denuncia da manuale per non aver rispettato l’articolo 650 del codice penale, quello che disciplina il rispetto degli ordini delle autorità.

Da lunedì sera sono iniziati gli accertamenti di tutte le forze dell’ordine nei confronti di chi si sposta senza motivo. Dal lavoro alla salute fino alle necessità per motivi familiari o alimentari.

Una decina le denunce dei carabinieri, tra Pisa e la Valdera con un paio di casi a Cascina, due quelle della polizia, molte di più per municipale e Guardia di finanza. In tutto sono al momento una ventina le persone denunciate per non aver giustificato una presenza in strada in contrasto con le prescrizioni disposte dal governo per limitare la circolazione superflua. E lasciando meno gente in giro ridurre le potenzialità di assembramenti che sono uno dei vettori più rapidi per la diffusione del virus che sta paralizzando il Paese.

Solo la questura ha controllato circa 600 persone con posti di blocco e accertamenti a piedi. Numeri in linea con l’attività di carabinieri e vigili urbani sul territorio pisano e provinciale.

È necessario munirsi di autocertificazione scaricabile sul sito del ministero dell’Interno in cui si traccia partenza, transito e arrivo con conseguente giustificativo.

L’articolo violato è il 650 e riguarda «l’inosservanza di provvedimento di un’autorità». Pena prevista arresto fino a tre mesi o ammenda fino a 206 euro.

L’ipotesi più grave è quella dell’articolo 452: delitti colposi contro la salute pubblica, che persegue tutte le condotte idonee a produrre un pericolo per la salute pubblica. In questo caso c’è l’arresto dai sei mesi ai tre anni. Ma ci sono molti altri reati correlati. Uno di questi sono le autocertificazioni false.

Se si compila un’autodichiarazione sostenendo di doversi spostare per motivi di salute, per esigenze lavorative o altre condizioni di necessità, e invece queste condizioni non sussistono, si configura il reato di falsa attestazione ad un pubblico ufficiale. È previsto l’arresto in flagranza e la procedibilità d’ufficio.

Annullata la movida con la chiusura dei locali in centro e spariti i pusher che ne rappresentano l’indotto, ora le forze dell’ordine sono concentrate su chi sta in giro senza motivo.—

P.B.

© RIPRODUZIONE RISERVATA.

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