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«Tasse e affitti ridotti per i fondi commerciali»
I titolari di locali in centro: dal punto di vista economico non usciremo da questa storia prima di metà maggio
PISA. «Vorrei che le imposte comunali e quelle sulla busta paga dei dipendenti venissero ridotte del 50%». Lo chiede Salvatore Barrosu, titolare del bar Il Casino dei Nobili, di Borgo Stretto in piena zona di restrizione degli orari già con l’ordinanza del sindaco Michele Conti. «Da questa storia, dal punto di vista economico, non ne usciremo il 5 aprile. Possiamo sperare di uscirne a metà maggio se non vi saranno altre proroghe al decreto Conte, ma temo che questo allarme pandemico si protrarrà nel tempo per noi o per quei turisti i cui Paesi verranno colpiti dopo di noi», continua Barrosu.
Gilles Nardi, che ha due locali notturni ed un ristorante in piazza delle Vettovaglie, con una quindicina di addetti, invita a togliere la tassa di soggiorno ed a fare una campagna di sensibilizzazione per calmierare i prezzi degli affitti dei fondi per le attività commerciali: «È vero che le imposte comunali e le spese per il personale incidono molto sulle spese correnti, ma ricordiamoci anche che gli affitti dei fondi galoppano ed incidono per un buon 20% sulle nostre spese». Sempre Nardi spiega meglio la proposta di abolire o rivedere la tassa di soggiorno almeno per i visitatori italiani: «Se vogliamo salvare la stagione dobbiamo farcela da soli. Togliamo la tassa di soggiorno, favoriamo italiani di altre regioni che vogliono venire qui. Non ci dobbiamo aspettare una stagione turistica all’insegna degli stranieri. Saranno impegnati come si legge sui giornali a combattere l’epidemia nel loro Paese. Aiutiamoci tra noi, dobbiamo essere pronti ad un turismo diverso e di tempo per organizzarci ce n’è. Il turismo è un volano importantissimo per noi, ma dobbiamo saperci adattare».
Per Barrosu le conseguenze peggiori si riversano nell’immediato e nel medio periodo per il settore alberghiero compresi bed&breakfast: «A loro gli enti locali e regionali dovrebbero azzerare ogni forma di tributo. Per noi invece, se il fenomeno della zona rossa si protraesse ben oltre maggio, la defiscalizzazione dovrebbe arrivare al 70%”». Entrambi gli esercenti hanno portato proposte e non critiche ben sapendo che l’emergenza è reale e colpisce l’intero Paese. Entrambi sottolineano come l’emergenza porti con sé un devastante effetto go down su dipendenti e fornitori locali. «Non appena finisce l’emergenza dobbiamo essere pronti a recuperare quanto perso anche grazie a politiche più elastiche da parte del Comune che potrebbe favorire più eventi di intrattenimento di qualità», conclude Nardi.
La voce espressa da due tra i più rappresentativi esercenti del centro storico è condivisa da molti altri loro colleghi. E dalle dichiarazioni fatte emerge che non guardano solo al loro settore commerciale, ma si “calano nei portafogli vuoti” anche di chi ha altre attività come quelle recettive e di ristorazione. —
Carlo Venturini
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