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Negli ospedali si brinda anche alla vita: Lara e la gioia dei due gemellini

Sabrina Chiellini
Lara Del Bene con i suoi due gemellini, Alessandro e Niccolò
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Lara Del Bene con i suoi due gemellini, Alessandro e Niccolò

Amici e parenti dovranno aspettare un po’ prima di prenderli in braccio. Prima viene la salute della nostra famiglia

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CASCINA. Non c’è tempo per indecisioni o psicosi davanti alla vita che nasce. Alessandro e Niccolò sono venuti alla luce il 28 febbraio all’ospedale Lotti di Pontedera. Diventare madre è sempre un’esperienza unica. Lara Del Bene, 39 anni di Cascina, neomamma dei due gemelli di pochi giorni, prima di entrare in sala parto non ha avuto nemmeno il tempo di farsi troppe domande, di pensare alle mille ansie che accompagnano le giornate ai tempi del coronavirus. «Venerdì 28 – racconta la donna – sono venuta all’ospedale Lotti per un controllo. I medici, con la dottoressa Martina Liut, mi hanno detto che dovevo restare. Era arrivato il momento di partorire. Lo so che ci sono stati momenti migliori di quello che stiamo vivendo. Se penso a 5 anni fa, quando è nata la mia prima figlia, devo ammettere che è stato più difficile. Ormai non si parla altro che di mascherine e disinfettanti... Ma quando li ho visti nascere è passato tutto in secondo piano». Eccoli, Alessandro e Niccolò, sono il vero inno alla gioia, il simbolo della vita che continua anche quando dagli ospedali arrivano notizie che non sono affatto confortanti sulla diffusione del Covid-19. Per ora i parenti hanno visto i nuovi nati con il contagocce: all’ora del passo può entrare nel reparto solo una persona per paziente, ma possono coccolare la loro sorellina di 5 anni. I fiocchi rosa e celesti aiutano ad entrare in un’atmosfera diversa, mentre il nostro sistema sanitario sta affrontando una delle più gravi emergenze degli ultimi decenni, le città si svuotano e i supermercati vengono “saccheggiati” come se non ci fosse un domani. 

La prima cosa che a Lara, geometra, e al marito Luca Giuntini, macchinista di Ferrovie, è stata ricordata è quella che riguarda l’importanza di lavare le mani più volte al giorno e di evitare i luoghi affollati. Dopo la nascita dei gemelli il personale del Lotti ha ripetuto le regole da seguire per proteggere un neonato. Facili, semplici comportamenti. Meglio limitare allo stretto indispensabile sia le visite dei primi giorni in ospedale, che quelle a casa nelle prossime settimane. Per prendere il braccio i due piccoletti, amici e parenti dovranno attendere un po’ di tempo. È più sicuro così, li allontana anche dai malesseri di stagione. «Anche questa volta a mio marito è stato consentito di restare in sala parto – racconta Lara – esattamente come prima di tutte queste paure. Nel mio caso il parto è stato veloce e non c’è stato il tempo di farsi tante domande».

La paura resta fuori dalla sala parto, i figli arrivano senza pensare a quello che troveranno. C’è sempre un lato positivo in ogni storia. «Il lato positivo di questo momento? Sentiamo il bisogno di restare tranquilli e possiamo vivere questo lieto evento in famiglia, con serenità. Prima ci siamo noi, i parenti e i familiari capiranno...». Tutti devono seguire le nuove regole sulle distanze di sicurezza. «Le mamme possono recarsi in ospedale per partorire senza alcun timore – aggiunge la dottoressa Liut, responsabile del reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale Lotti – sono state introdotte alcune restrizioni necessarie per tutelare donne e bambini e il personale che lavora nel nostro reparto non può fermarsi».
 

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