Il presidio
Lo stop alla Stazione Leopolda può essere il colpo fatale
Saltano iniziative e kermesse non recuperabili, che comportano grandi perdite economiche «I ricavi sfumano completamente e i costi fissi restano immutati»
pisa. «Siamo in crisi». L’associazione Casa della Città Leopolda lancia l’allarme: «La sospensione delle attività per l’emergenza coronavirus rischia di mettere in ginocchio la Leopolda». La chiusura imposta dalle misure per il contenimento del coronavirus hanno determinato l’annullamento dell’intera programmazione. Eventi, conferenze, attività formative sono spariti dal calendario della struttura di piazza Guerrazzi. Iniziative non recuperabili che comporteranno perdite in termini di presenze, ma soprattutto economiche. «I ricavi sfumano, i costi fissi restano immutati», sottolinea l’associazione.
Tra questi, a pesare di più è il canone concessorio richiesto dal Comune: 103.861 euro per l'anno in corso. Oltre 8.600 euro mensili a cui sommare gli investimenti già concretizzati per l’organizzazione degli eventi annullati. Tra questi anche il tradizionale “Pisa vintage”, la manifestazione, prevista a fine marzo, che annualmente richiama centinaia e centinaia di persone. «L’operatività della struttura è completamente bloccata – sottolinea Martino Alderigi, dell’ufficio di presidenza della Leopolda –. Senza contributi, senza entrate e con il canone da corrispondere al Comune la situazione rischia di diventare ingestibile se pensiamo che nel periodo estivo la struttura non è utilizzabile a causa dell’assenza dell’aria condizionata».
Entro la fine del mese, l’associazione deve versare nelle casse comunali altri 29mila euro per saldare il canone 2019. A questi si aggiungono gli oltre 100mila euro che dovrà pagare per il 2020 e i mancati incassi dovuti all’emergenza coronavirus. Per far fronte ad una crisi che rischia di travolgere la struttura e l’intero settore, l’associazione chiede di concretizzare una serie di provvedimenti che saranno presentati alle istituzioni. Tra questi il dilazionamento del pagamento delle utenze di acqua, energia elettrica e gas per il periodo in cui restano in vigore le misure di contenimento; il pagamento da parte della pubblica amministrazione dei crediti relativi ai settori delle politiche culturali, sociali ed educative; il rimborso dei canoni concessori di strutture pubbliche non utilizzabili e l’attivazione della cassa integrazione per i lavoratori. —D.R.
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