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Legale a contatto con giudice positivo rinviata l’udienza

P.B.
Legale a contatto con giudice positivo rinviata l’udienza

Il professionista ha annunciato con una mail l’incontro ritenuto a rischio e la presidente del collegio ha disposto lo slittamento del processo 

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pisa. «Sono stato nella stanza del giudice poi risultato positivo». Una comunicazione stringata nella composizione e ricca nei contenuti in tempi di psicosi da coronavirus quella che un legale di Napoli ha inviato via mail nei giorni scorsi alla presidente del secondo collegio del Tribunale Beatrice Dani. Ieri mattina avrebbe dovuto tenersi un’udienza su un presunto giro di riciclaggio alimentato dalla camorra. Uno degli imputati è difeso da un penalista napoletano che, per la sua attività professionale, è entrato in contatto con un giudice del Tribunale di Napoli poi risultato positivo al tampone. È rimasto nella stanza per alcuni minuti. Un tempo sufficiente per esporre ai colleghi e al Tribunale pisano l’eventuale rischio di un possibile contagio. Uno dei legali pisani di un imputato, l’avvocato Mario De Giorgio, aveva già formalizzato la sua astensione in linea con quanto deliberato dalla categoria a livello nazionale (fino al 20 marzo).

Il presidente del collegio ha rinviato l’udienza.

L’episodio è un aspetto che offre l’esempio di una delle ricadute nei Tribunali delle prescrizioni sull’emergenza sanitaria che da epidemia volge alla pandemia.

Ordine degli avvocati e Camera Penale hanno sollecitato la presidente del Tribunale Maria Giuliana Civinini a rendere salubre l’attività dei legali con interventi che non tutelino solo gli uffici e i magistrati attraverso check point a ridosso delle cancellerie penali e civili. La fissazione delle udienze allo stesso orario, specialmente al civile espone i legali delle parti a ritrovarsi fuori dalla porta del giudice con una tempistica condivisa. Che diventa assembramento. Ma anche la piccola saletta di attesa durante le udienze dal gup costringe a una promiscuità che stride con le linee guida del governo. Disagi vengono segnalati anche al giudice di pace.

L’orientamento sembra essere quello di non sospendere le udienze, ma di ridurne l’affollamento anche ricorrendo alle porte chiuse, secondo quanto indicato dal decreto legge del governo. —

P.B.

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