Il Tirreno

Pisa

Grido di dolore dai locali di musica dal vivo

Danilo Renzullo

Appello alla giunta anche di Pd, Cinque Stelle e Patto Civico: «Sospendere per due mesi il pagamento dei tributi locali» 

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«Occorre aprire un tavolo di confronto e cercare le soluzioni per salvaguardare la spina dorsale della vita culturale cittadina».

La chiusura temporanea imposta dalle misure adottate per il contenimento dei contagi da coronavirus rischia di travolgere anche i locali di pubblico spettacolo. Lumiere, Leningrad, Borderline, Ex Wide, Pisa jazz, Caracol e Pontecorvo lanciano un appello al Comune a convocare un tavolo per individuare le misure necessarie a scongiurare una crisi che potrebbe avere pesanti ricadute anche sui livelli occupazionali (oltre cento i dipendenti impiegati complessivamente nei sette locali).

«Abbiamo scelto di sospendere le nostre attività a seguito del decreto che impone l’annullamento degli eventi che non permettano di garantire una distanza minima di sicurezza tra gli spettatori – sottolineano i gestori –. I nostri spazi, giornalmente, garantiscono un’offerta culturale di qualità e pensiamo di poter dire, senza esagerare, di rappresentare la spina dorsale della vita culturale cittadina. I nostri sono luoghi di incontro e relazione, spazi in cui nascono amicizie, amori e progetti creativi: pensarli chiusi è qualcosa che non avremmo mai voluto trovarci ad affrontare. Sono luoghi – proseguono i gestori degli spazi dedicati soprattutto alla musica live – che creano economie e posti di lavoro e non nascondiamo che questa chiusura rappresenta un momento di difficoltà estremo. Chiudere significa fermare circoli e locali che vivono del loro pubblico e del lavoro giornaliero. Sospendere le attività per un mese rappresenta un rischio altissimo, tale da mettere in gioco la sopravvivenza di un settore importantissimo nell’economia cittadina. Se sospendiamo le attività è per rispetto del nostro pubblico e della sua salute perché vogliamo che i nostri spazi possano essere vissuti a pieno e perché pensiamo che sia il momento di compiere tutti insieme uno sforzo di responsabilità e un sacrificio per potere uscire da questa situazione di emergenza. Non nascondiamo che speriamo che a questa fase ne sopraggiunga un’altra in cui le istituzioni aprano una fase di sostegno economico».

Un percorso che, da interventi sul sistema di tassazione a maggiori opportunità nel periodo estivo, possa assicurare la sopravvivenza di locali e centri culturali. «Non è mai stato nel nostro stile chiedere l’elemosina, siamo abituati a vivere del nostro lavoro – aggiungono i gestori –. Tuttavia, nel momento in cui ci troviamo nell’impossibilità di portarlo avanti, chiediamo l’apertura di una discussione volta a individuare spazi e modalità per poterlo recuperare. Vediamo ad esempio nel periodo estivo un’opportunità. Crediamo sia importante tornare a far vivere un settore fondamentale per la nostra città non solo da un punto di vista culturale, ma anche economico».

A supporto delle attività produttive, i consiglieri di opposizione di Pd, Cinque Stelle e Patto Civico hanno presentato una mozione per chiedere che «venga disposta per 2 mesi la sospensione del pagamento delle imposte dovute dalle attività colpite (canone per occupazione del suolo pubblico, Tari e tassa sulla pubblicità) facendo slittare la scadenza per alleviare il più possibile il carico fiscale». —

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