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Primo caso a Santa Croce È una donna di 48 anni tornata dalla Lombardia

S. C.
Primo caso a Santa Croce È una donna di 48 anni tornata dalla Lombardia

In isolamento medici e infermieri del Lotti: l’Asl costretta a riorganizzare il personale disponibile nei reparti

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Ci sono nuovi casi anche in provincia: una donna di 48 anni che fino all’estate scorsa ha abitato a Santa Maria a Monte è risultata positiva al Covid-19, a seguito di tampone effettuato dall’Azienda Usl Toscana Centro e in attesa di validazione da parte dell’Istituto superiore di sanità. Di lei è stato detto che per ragioni di lavoro nei giorni scorsi è stata sia in Lombardia che in Emilia Romagna. La donna, hanno specificato dalla Regione nel bollettino di aggiornamento quotidiano, si trova in isolamento domiciliare ed è in buone condizioni di salute. A Santa Maria a Monte, tra l’altro, c’è una paziente in quarantena in quanto è venuta a contatto con la dottoressa dell’Asl Toscana Nord Ovest che lavora a Pontedera e sul territorio, trovata positiva insieme al marito, un imprenditore di Pontedera. I due sono stati contagiati dopo una gara di tango a Ferrara.

La situazione è molto complicata e in continua evoluzione. All’ospedale di Pontedera ci sono medici e infermieri in quarantena, così come personale che opera nei distretti. È già stata rivista e riorganizzata sulla base delle effettive disponibilità di personale.

Il Nursind, pur senza voler creare allarmismi, invita le aziende a rispettare gli impegni. «La situazione del personale infermieristico in tutta la provincia necessita di una drastica accelerazione delle assunzioni perché è impensabile riuscire a gestire quello che ci aspetta con gli attuali buchi nella dotazione organica. Non possiamo farci trovare impreparati se la situazione che di sta vivendo al nord si dovesse presentare anche nei nostri ospedali. Per questo invitiamo le direzioni generali dell’Aoup e della Toscana Nord Ovest a dare corso immediatamente alle assunzioni promesse e non solo dalle agenzie interinali ma anche dalla graduatoria Estar pubblicata da qualche giorno», dice Daniele Carbocci. Basta, come è successo a Pontedera, che il personale venga messo in quarantena e l’organizzazione del lavoro ne risente. «A seguito alle molteplici segnalazioni pervenute in merito sia all’incremento di casi positivi in tutto il territorio provinciale che all’incremento di episodi di isolamento preventivo di infermieri, nonché alla chiusura delle scuole di ogni grado (che potrebbe obbligare molti dipendenti a fruire dei permessi per accudire i figli) è evidente che a breve potrebbero verificarsi seri problemi per la copertura dei turni e di vedere aumentare pericolosamente il rapporto infermieri e pazienti». –

S. C.

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