Piazza Duomo, richiesta d’aiuto delle attività in ginocchio
Malumore e preoccupazione tra i bancarellai: «Incassi zero» E c’è chi non è riuscito a pagare la rata del suolo pubblico
pisa. La paura del coronavirus ha messo in ginocchio anche gli ambulanti di piazza Manin e tutte le attività che gravitano intorno alla principale meta turistica cittadina desolatamente svuotata di visitatori.
Da una decina di giorni la situazione si è fatta sempre più drammatica: incassi giornalieri ridotti all’osso per la quasi scomparsa dei turisti. Anche ieri mattina la piazza dei Miracoli era praticamente deserta. Un quadro al quale gli operatori si sono dovuti abituare, ma con tanta preoccupazione nel cuore. Dietro ad ogni banco c’è una famiglia che vive del proprio lavoro e le scadenze amministrative legate alle tasse incombono, mentre le entrate sono pochissime ed inevitabilmente diventa sempre più problematico portare avanti il proprio lavoro. Ne se qualcosa Simona Boni, storica titolare di una attività in piazza Manin. «Siamo vivendo una situazione drammatica– spiega Simona Boni – con alle spalle già una eredità pesante che si protrae da sette anni. E parlo della nostra ubicazione non ancora chiarita. Adesso con il coronavirus è proprio il caso di dire che piove sul bagnato». Ieri ad ammirare la Torre non c’era quasi nessuno. «Già nei periodi invernali – continua Boni – gli incassi si fanno più ridotti per via della stagione rigida che invoglia ad uscire di meno, ma questo virus, con tutta la paura che ha scaturito, ci ha praticamente tagliato le gambe. Come commercianti non nego che speravamo nella Pasqua e nelle gite per riprendere un po’a lavorare con la bella stagione. Adesso tutto è finito e non sappiamo quando poter ripartire. Una situazione di incertezza che ci preoccupa enormemente. Personalmente, al momento, non ho pagato la prima scadenza della tassa del suolo pubblico, spero di poterla pagare insieme alla seconda. Una cosa comunque è certa: le nostre associazioni di categoria devono mobilitarsi perché gli aiuti sono indispensabili non solo al Nord, ma anche qui da noi. Io non posso tenere aperta la mia attività nella speranza che una persona che va all’ospedale si possa fermare a fare acquisti da me. Io vendo borse e magari un mio prodotto può anche interessare. Penso invece a chi offre souvenir che non ha nemmeno questa speranza”. Molto preoccupato per l’assenza di turisti è anche è Andrea Maltagliati, titolare di una attività di street-food. «Sulla piazza in questi giorni ci sono pochissime persone – afferma – un quadro desolante per noi operatori. Di conseguenza pochissimi incassi e difficoltà a fare ordini, specialmente per chi come me ha una attività di ristorazione ambulante. Mi trovo quindi a fine giornata a dover buttar via molti prodotti non venduti. Speriamo che questo periodo passi in fretta e tutto possa tornare come prima». Una situazione drammatica per molti degli operatori dell’intera zona turistica. Forse la più dura dall’attentato dell’11 settembre del 2001. «Ho cinquant’anni. Sono anni che opero al Duomo – conclude Gianmarco Boni, altro operatore di piazza Manin – ma una situazione del genere credetemi non l’ho mai vissuta». –
Roberta Galli
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