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«Oltre un milione di euro di Ici e Imu non versato»

D.R.
«Oltre un milione di euro di Ici e Imu non versato»

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PISA. Oltre 570mila euro di Ici e Imu non versati. Più di 340mila euro di Cosap ancora non entrati nelle casse comunali. Ammonterebbe a quasi un milione di euro il “credito” che Palazzo Gambacorti vanta nei confronti del costruttore Pampana. È quanto emerge da un’interrogazione presentata dalla coalizione Diritti in comune. «Dalla risposta di Sepi risulta che Pampana, nel periodo 2011-2014, non ha mai versato Ici e Imu per un immobile di sua proprietà di via Marsala per un totale di 570mila euro - dice Francesco Auletta, capogruppo della coalizione -. La cifra è però parziale. Si tratta di “case fantasma”: la proprietà non ha mai comunicato la fine lavori e l’attestazione di abitabilità e quindi gli appartamenti non risultano registrati al catasto. Ciò comporta che la base imponibile per l’Ici e l’Imu è calcolata sul valore dell’area edificabile e non invece sugli appartamenti completati».

A questa cifra, si aggiungono 342mila euro di Cosap che l’imprenditore deve versare al Comune per gli anni tra il 2012 e il 2016. «Si raggiunge così una cifra di quasi un milione di euro di imposte non versate - prosegue Auletta -, ma il debito con il Comune in realtà è ancora molto più alto aggiungendo i mancati pagamenti per le imposte per gli immobili di via Vespucci (58 appartamenti da anni murati)».

L’interrogazione presentata da Diritti in comune rientra nella campagna avviata anni fa dalla coalizione per far emergere la connessione tra gli immobili abbandonati e il fenomeno dell’evasione e dell’elusione fiscale e per chiedere all’amministrazione di materializzare un «piano per la lotta all’evasione implementando controlli, verifiche e l’uso della leva fiscale per contrastare l’abbandono» e un percorso «di rigenerazione urbana per l’utilizzo a fini abitativi e sociali di questi immobili».

La forza politica di minoranza rilancia in particolare la proposta presentata alcuni anni fa di trasformare il rudere di lungarno Galilei di proprietà Pampana (l’ultima ferita della Seconda Guerra mondiale non ancora rimarginata) in una zona verde recuperando un collegamento tra il Bastione Sangallo e il lungarno. «Si realizzerebbe così una “porta verde” che affaccia sul lungarno di fronte allo scalo dei Renaioli, tappa turistica e meta ricreativa, che restituirebbe tutta la visuale del camminamento e del baluardo dal lungarno stesso». —

D.R.

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