Il Tirreno

Pisa

sosta vicino al galilei 

Blitz dei vigili nel parcheggio, chiusa attività abusiva da anni

Pietro Barghigiani
I controlli degli agenti negli uffici della società
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I controlli degli agenti negli uffici della società

La società di custodia auto in via di Goletta a Pisa sconfitta in tutti i gradi di giudizio. Dopo le diffide inascoltate il Comune si è ripreso il terreno di 2mila metri quadri

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PISA. «Tutti quei vigili, neanche fossi un mafioso». Roberto Bargagna, amministratore unico delle società Cancello Rosso e Faro Verde, ci ha provato a resistere all’ingresso della polizia municipale.

Ma la legge non era dalla sua parte quando gli agenti hanno eseguito l’intervento con cui il Comune di Pisa si riprende un’area per anni trasformata in parcheggio, con tanto di manufatti costruiti nel tempo, a servizio di chi utilizza il Galilei.

Un’attività di sosta di fatto abusiva, svolta su un terreno di proprietà comunale (2mila metri quadrati) che nei vari gradi di giudizio a livello amministrato, dal Tar al Consiglio di Stato, è stata certificata come irregolare. Tutti i round assegnati a favore di Palazzo Gambacorti anche sul fronte del civile cautelare. Insomma, in via di Goletta quel parcheggio non ci doveva proprio stare. E nelle more di ricorsi e controricorsi, diffide minacciate e notificate, l’imprenditore Bargagna ha tirato avanti sempre sull’equilibrio precario sub iudice. In attesa della parola finale che è arrivata ieri mattina.

L’oggetto della diffida sintetizza anni di duelli legali: “Cessazione attività abusiva di parcheggio per sosta e custodia autoveicoli in via di Goletta”.

Un atto notificato a Bargagna nei giorni scorsi. In assenza di un riscontro concreto, la polizia municipale è diventato lo strumento operativo di quanto disposto dal Comune. E così gli agenti si sono presentati in buon numero per procedere «alla cessazione immediata dell’attività di rimessa di autoveicoli e custodia a cielo aperto e al rilascio dell’area». Ci sono stati anche momenti di tensione con il 75 imprenditore pisano che ha cercato di opporre una resistenza passiva all’attività degli agenti. Qualche parola di dissenso ha fatto da contorno a un blitz che era stato largamente anticipato nei suoi effetti dalle sentenze in cui le società erano state soccombenti.

«Sono venuti decine di vigili neanche fossi Totò Riina – si accalora con il Tirreno, Bargagna –. È chiaro che mi sono alterato. Non si chiude un’attività in questo modo. Valuterò con il mio legale l’impugnazione dell’ordinanza».

Intanto, il Comune ha affidato, tramite gara (1.281 euro il valore), al Corpo Guardie di Città il servizio di custodia e restituzione delle 35 auto lasciate da chi è andato in vacanza lasciando l’auto al parcheggio Faro Verde. I proprietari troveranno il personale dell’istituto di vigilanza, 24 ore su 24, incaricato di riconsegnare l’auto. Nel gennaio 2018 il Consiglio di Stato era stato perentorio sulla condizione di attività abusiva. Palazzo Gambacorti non solo aveva negato la sanatoria edilizia, richiesta dalla società proprietaria del terreno, per un fabbricato che ospita l’ufficio e i servizi dell’attività. Il Comune si era visto accogliere anche la tesi secondo cui l’area era classificata come «verde di corredo alle infrastrutture», che non consente né di esercitarvi attività di ‘autotrasporto’, né di realizzare manufatti a supporto».

 

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