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Legambiente 

I cittadini diventano “guardiani” anti-smog con centraline fai da te

Sara Venchiarutti
Strumenti per rilevare la qualità dell'aria
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Strumenti per rilevare la qualità dell'aria

La sezione di Pisa di Legambiente aderisce al progetto nazionale "Che aria che tira?" per scoprire la quantità di polveri inquinanti che siamo obbligati a respirare

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PISA. Le città di oggi fanno i conti con sostanze inquinanti sempre più pericolose per la salute dell’uomo. Ma qual è la qualità dell’aria che si respira a Pisa? Per dare risposta a questa domanda Legambiente Pisa ha aderito all’iniziativa nazionale “Che aria tira?”, coinvolgendo i cittadini. Il progetto, nato 4 anni fa dalla collaborazione tra le associazioni FabLab e Ninux di Firenze, il movimento “Mamme no inceneritore” e il supporto tecnico della “Società per l’epidemiologia e la prevenzione Giulio A. Maccacaro”, fornisce a tutti la possibilità di costruire una propria centralina di monitoraggio ambientale a prezzi inferiori rispetto a quelli consueti.

L’obiettivo è “scoprire” la quantità di polveri inquinanti nell’aria che respiriamo tutti i giorni, in particolari le polveri sottili disperse nell’aria: più queste particelle sono piccole, più rischiano di causare danni, perché penetrano più facilmente nell’organismo. «Con questi sensori “low cost” vogliamo sensibilizzare la cittadinanza sul problema dell’inquinamento atmosferico e delle polveri sottili», sottolineano Salvatore Moretti e Davide Pagliai, tra gli ideatori del progetto.

I cittadini diventano così parte attiva nel raccogliere i dati e nel monitore il livello di Pm10 e Pm2.5 presenti nell’aria. Tanto più che a Pisa non ci sono dati precisi. «La Regione Toscana ha un piano di monitoraggio, ma a Pisa il cittadino non ha un’idea più puntuale della qualità dell’aria – ricorda Roberto Sirtori di Legambiente –. Un tempo in città c’erano sette centraline. Poi sono state ridotte a tre, e ora ne sono rimaste soltanto due (una a I Passi e l’altra in piazza Del Rosso/Borghetto, ndr). Il progetto non solo consente l’acquisizione di dati in altre zone urbane, ma favorisce anche la riflessione su questo tema e comunicazioni corrette. Questo è il primo passo per avere un quadro chiaro della situazione, e capire di conseguenza come agire».

Così, con il supporto degli esperti, sono stati i cittadini stessi a montare 10 centraline, armandosi di Attak, colla a caldo e cacciavite. Nelle prossime settimane le centraline “fate in casa” verranno calibrate a Firenze e finalmente saranno disponibili agli acquirenti interessati, che potranno posizionarle direttamente nel terrazzo di casa (preferibilmente al primo piano), con una presa di corrente esterna e una buona connessione internet wifi. L’intero progetto si basa infatti su un programma “open source”, garantendo la trasparenza e la possibilità di leggere in tempo reale sul sito i valori rilevati dalla centralina, già dotata di un trasmettitore.

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