Il Tirreno

Pisa

Le ruspe demoliscono il tugurio simbolo di ferocia e orrore

Danilo Renzullo
Le ruspe demoliscono il tugurio simbolo di ferocia e orrore

Iniziato ieri mattina l’abbattimento dell’ex pizzeria di Calambrone dove fu uccisa la piccola Samantha. Bonsangue: «Mettiamo un cippo per ricordare la bimba»

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I fiori e i peluche lasciati sulle pareti scalfite dall’abbandono e sul legno marcio delle assi che componevano precari cancelli sono diventati negli anni i testimoni silenziosi di una tragedia alimentata da emarginazione ed indifferenza. Simboli di un’ideale vicinanza che la città ha voluto tributare a quella presenza diventata visibile solo quando il suo corpicino è stato costretto ad arrendersi alle violenze di quell’uomo che da figura di riferimento si è trasformato in carnefice.

I bracci meccanici delle ruspe hanno iniziato a demolire il tugurio di Calambrone diventato quattro anni fa teatro dell’omicidio della piccola Samantha. Tra poco più di un mese cancelleranno quella vecchia pizzeria diventata un tempio dell’orrore. Non ci sono più i pochi ed usurati giocattoli con i quali Samantha ha potuto assaporare l’infanzia. Con essi spazzati via i cumuli di rifiuti e i resti di una vita familiare scandita da violenze e degrado. Umano ed ambientale. Non ci saranno più fiori e peluche a ricordare quella vita spezzata a tre anni dalle percosse inflitte da Tonino Krstic, il compagno della madre di Samantha condannato all’ergastolo (per la mamma, la dominicana Juana Francisca De Olmo condannata a 10 anni in abbreviato in primo grado per maltrattamenti aggravati, la Corte d’appello ha annullato la sentenza e disposto l’invio degli atti alla Procura per procedere con l’accusa di omicidio volontario). Al loro posto una targa o un cippo per non dimenticare una tragedia che ha segnato l’intera comunità pisana.

Il Comune, proprietario della struttura, ha dato il via alle operazioni di demolizione dopo il dissequestro dell’immobile disposto dalla Corte di Assise d’Appello di Firenze. L’operazione, prevista da una delibera approvata lo scorso anno dalla giunta, rientra nelle attività di abbattimento di alcuni immobili di proprietà comunale che rappresentavano elementi di degrado (con quella di Calambrone salgono a quattro le strutture abbandonate e danneggiate, con problemi di pericolosità strutturale, igienica e ambientale che l’amministrazione ha provveduto a demolire). Alla demolizione seguirà un’operazione di bonifica dell’area e della zona adiacente. Prevista anche la rimozione di un gazebo abusivo costruito in parte su un’area di proprietà comunale.

«Era un dovere morale dare completa esecuzione al provvedimento dell’amministrazione, in ossequio alla memoria della piccola Samantha che, come altri soggetti di minorata difesa, in contesti di degrado socioeconomico, rimangono vittime innocenti della violenza indiscriminata di quegli adulti che invece dovrebbero tutelarli – sottolinea il vicesindaco Raffaella Bonsangue –. Per questo motivo è intenzione dell’amministrazione installare una targa o un cippo al posto della baracca, perché si perpetui il ricordo della bambina che ha subìto un ingiusto sacrificio. Un dolore che l’intera comunità si porterà dentro e che nessuno di noi potrà mai rimuovere dalla propria memoria». —

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