Il vescovo Migliavacca ai fedeli: «Non scambiatevi il segno di pace»
La diffusione della malattia colpisce anche la messa domenicale Dalla diocesi di San Miniato le indicazioni per i giusti comportamenti
il monito
Darsi la mano per scambiarsi il segno della pace e ricevere la Comunione direttamente sulla lingua. Due momenti fondamentali di una messa.
Ma che il dilagare del coronavirus espongono i fedeli a rischio contagio. E così, il vescovo di San Miniato, Andrea Migliavacca, fa una comunicazione ai parroci, attraverso il sito della diocesi: «In considerazione delle circostanze che si stanno creando e in evoluzione, dovute al contagio da Covid-19 (coronavirus), si suggerisce che la Comunione eucaristica possa essere distribuita solo sulla mano, secondo le norme liturgiche vigenti. Se ne dia notizia ai fedeli nelle messe domenicali, prima di questo momento. Si suggerisce anche di sospendere il gesto dello scambio di pace».
Anche la messa, quindi, entra nella lista delle quotidianità stravolte da questa epidemia che sta dilagando in Italia. Le abitudini di chi frequenta la chiesa cambiano e il coronavirus s’insinua tra le panche.
«Ho ritenuto giusto fare questa comunicazione – aggiunge Migliavacca al comunicato del sito Internet della diocesi – in analogia a quanto avviene nei territori in cui il coronavirus si sta diffondendo». Il vescovo aggiunge poco a quanto scritto: «Non sono un medico, non ho la competenza per giudicare l’operato di chi si sta occupando direttamente della vicenda».
Ma sottolinea una questione centrale: «Il mio intento è evitare il dilagare della psicosi. Niente allarmismo. Anzi, ho preso questa decisione proprio per consentire alle persone che vanno a messa nelle parrocchie della nostra diocesi di trovare in chiesa un ambiente tranquillo. Voglio che i fedeli si sentano al sicuro».
Sta di fatto che i momenti della Comunione e lo scambio del segno di pace saranno diversi dal solito. Ci saranno solo mani protese verso il prete per ricevere l’ostia. E sguardi che s’incroceranno al posto dello stringere le mani quando sarà il momento di augurarsi la pace. Segnali che questa epidemia è davvero in grado di stravolgere la quotidianità di ognuno di noi. —
Andreas Quirici
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