Il presidio
Coronavirus, test negativo su 4 casi sospetti a Cisanello
Sotto osservazione una operatrice sanitaria, il marito di lei e altre due persone Il primario Menichetti: «Avviate le procedure di valutazioni anche per altri casi»
Non è stato necessario il ricovero ospedaliero, ma sintomi e richiesta di aiuto si sono calati alla perfezione in quel pandemonio che rischia di anticipare la pandemia inoculata dal coranavirus.
Qualche ora di apprensione e l’esito del test ha sciolto in un sorriso le aspettative della diretta interessata e del personale medico. L’operatrice socio-sanitaria in servizio a Cisanello e con lei il marito sono risultati negativi al virus esploso in Cina ai primi di gennaio e che ora è arrivato a mettere radici pure in Italia. Per ora solo al Nord, anche se la fluidità di scambi e incontri non mette al riparo nessuno dalle potenzialità dell’infezione.
L’allerta massima arriva da chi proviene dalla Cina. Adesso, però, diventano concreti e possibili anche i contagi secondari. Quelli con chi ha avuto contatti con i potenziali infettati e ne diventa inconsapevole veicolo.
Il caso dell’operatrice socio-sanitaria non è l’unico nel radar dell’Azienda ospedaliera. Oltre alla donna e al marito altri due casi sono stati sottoposti a valutazione con esito fortunatamente negativo.
Il professor Francesco Menichetti è il dirigente dell’unità operativa di Malattie infettive. Consultato e ascoltato sa che i prossimi giorni si tradurranno in una trincea professionale ad alta intensità.
«Succede che adesso inizia il delirio delle valutazioni – spiega lo specialista –. Si stanno presentando o si farà vivo chiunque è alle prese con un raffreddore o infezioni respiratorie e ha per via diretta o indiretta avuto contatti con persone che sono state in Cina o hanno avuto contatti con la zona del Lodigiano e quelle venete. Al momento sono il nuovo focolaio autoctono».
Il professore non è stupito dal caso, poi risolto in giornata, dell’operatrice socio-sanitaria.
«Per lei come per altri sono state avviate le procedure di valutazione – prosegue –. Non devono essere segnali interpretati come forme di allarmismo. Altre posizioni da verificare arriveranno di sicuro. Dobbiamo aspettare chi opera sul territorio. Ci portano le persone o i tamponi. Difficilmente usciamo dalla struttura, siamo in attesa. Quello che è certo è che ci aspettano giornate di super lavoro. Senza agitazioni o isterie».
Al pronto soccorso da settimane hanno allestito una corsia preferenziale, protetta e snella, per chi si presenta con i sintomi del Coronavirus. Un accorgimento pensato per evitare ulteriori contatti con altri pazienti nell’astanteria o in sala d’attesa.
Il direttore sanitario dell’Aoup, Grazia Luchini, coinvolto della task force regionale, annuncia di aver «predisposto di implementare le misure di sanificazione degli ambienti qualora si verificassero casi positivi, individuando procedure specifiche e tempestive per mantenere le superfici interessate da eventuali contatti le più sanificate possibili, a tutela degli operatori sanitari e di chiunque altro. Abbiamo predisposto appositi protocolli e non lasciato nulla al caso». La Regione ha messo a disposizione un numero di telefono aziendale, lo 050 954444, dedicato a chi abbia avuto contatti stretti con casi confermati di Covid-19 e a tutte le persone che negli ultimi 14 giorni abbiano soggiornato nelle aree della Cina interessate dall’epidemia.—
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