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Quando il dispositivo salvavita si trasforma in killer spietato
Malfunzionamenti e il mancato rispetto delle regole di sicurezza a bordo (a partire dalle cinture non allacciate) tra le cause principali
pisa. Da dispositivo salvavita a killer. È l’angelo custode degli automobilisti: in caso di incidenti evita che la testa e le parti vitali del corpo finiscano contro il cruscotto scongiurando, nella maggior parte dei casi, serie conseguenze fisiche. L’airbag può però trasformarsi in carnefice. Come un proiettile o una scheggia scagliata a velocità incredibile contro il volto e il corpo di autisti e passeggeri. Sono decine le vittime degli airbag killer. Malfunzionamenti dei dispositivi o il mancato rispetto delle regole di sicurezza a bordo (a partire dalle cinture non allacciate) le cause principali che negli anni hanno contribuito ad alimentare la lunga lista di automobilisti e passeggeri morti o feriti a seguito dell’esplosione dell’airbag. A farne le spese sono soprattutto bambini ed anziani, persone fragili che non riescono a resistere ai traumi causati dall’impatto contro il “pallone” installato all’interno del volante e, nelle moderne auto, in vari punti strategici dei mezzi.
È il caso di Alex, un bimbo di appena due anni e mezzo che non è riuscito a guarire dai traumi da schiacciamento provocati dall’apertura di un airbag a seguito di un banale incidente automobilistico avvenuto nell’agosto di tre anni fa in provincia di Brescia. Lo scoppio degli airbag è stato fatale anche per Antonio Ricci, 74enne massese morto nell’aprile 2011 durante lo scontro tra la sua auto e un autobus di linea. Nonostante la velocità limitata con cui viaggiava il mezzo, l’anziano non è sopravvissuto ai traumi provocati dai dispositivi di sicurezza. Come un proiettile, nel 2014, l’airbag dell’auto a bordo della quale viaggiava investì in pieno Jewel Alexandra, modella e ballerina statunitense, ex fidanzata di Scott Eastwood, figlio della leggenda del cinema Clint. Un colpo violentissimo, dopo un banale tamponamento, le provocò la rottura della spina dorsale e la morte.
Sono anche i malfunzionamenti e i difetti di fabbricazione ad aver aumentato nel corso degli anni il numero degli automobilisti e dei passeggeri rimasti vittime dello scoppio, improvviso, degli airbag. Due anni fa, Pietro Russo, pescatore di 73 anni di Giardini Naxos, perse la vita in uno scontro frontale con un’altra automobile. Gli inquirenti accertarono che l’anziano perse il controllo dell’auto a seguito dell’improvvisa apertura degli airbag anteriori. Il caso più eclatante di dispositivi di sicurezza malfunzionanti si è invece registrato nell’ultimo decennio. Dal 2010, decine di case automobilistiche sono state costrette a richiamare oltre 45 milioni di veicoli in tutto il mondo per sostituire gli airbag prodotti dalla giapponese Takata Corp che, a causa di alcuni difetti di fabbricazione, avrebbero provocato con l’improvvisa attivazione ed altri problemi decine di feriti e almeno 23 morti. —Danilo Renzullo
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