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Capitale della cultura le associazioni pronte ad un ruolo da protagoniste

Sara Venchiarutti
Capitale della cultura le associazioni pronte ad un ruolo da protagoniste

Incontro organizzato dal Comune in vista della candidatura Le prime proposte: dalla musica ai parchi, alla realtà virtuale 

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PISA. Nonostante le polemiche, non si fermano i lavori per la candidatura di Pisa a Capitale italiana della cultura 2021. Lavori che puntano a coinvolgere il più possibile la cittadinanza, andando verso un progetto sempre più condiviso e dialogato. Per questo lunedì scorso l’assessore alla cultura Pierpaolo Magnani, insieme al coordinatore Dario Matteoni e alla dottoressa Nina Però, ha incontrato le associazioni culturali cittadine, sollecitate a dare il proprio contributo alla realizzazione del dossier di presentazione della candidatura.

Hanno risposto all’appello quasi sessanta associazioni, che hanno riempito la sala del Centro SMS sul viale delle Piagge. «Vorrei che questo luogo diventasse una fucina creativa, un punto di riferimento per il ricchissimo mondo associativo pisano», afferma l’assessore Magnani. «L’obiettivo è quello di allargare e divulgare ciò che stiamo facendo per coinvolgere il più possibile la cittadinanza. Questo progetto verrà comunque portato avanti per rafforzare sinergie a tutti i livelli. Si tratta di un’occasione per creare un cuore pulsante, una forza che pulsa nella direzione del bene della città».

E non si sono fatte attendere le prime proposte e sollecitazioni, avanzate dalle associazioni e dai cittadini presenti. «Il contributo delle associazioni deve andare verso un concetto di cultura più ampio, che renda Pisa un laboratorio dove promuovere valori come la solidarietà, l’accoglienza, l’accessibilità, fino alla formazione dei più giovani», sottolinea Federica Ciardelli, presidente dell’associazione Nicola Ciardelli Onlus.

Ma l’attenzione per il sociale è evidenziata anche da Fernando Petrolito, membro dell’associazione studentesca “L’altro diritto Pisa”, che svolge attività di volontariato in carcere: «Vorremmo coinvolgere anche i detenuti, facendo arrivare questo fermento culturale anche in spazi spesso esclusi come le carceri».

Sono già diverse le suggestioni proposte, in accordo alle linee portanti del progetto: dalla diffusione della musica classica tra i più giovani (Accademia di musica Stefano Strata) alla valorizzazione di luoghi meno conosciuti in città, ma non per questo meno suggestivi o interessanti. Perché uno degli obiettivi del progetto è ridare complessità a Pisa, allontanando l’immagine stereotipata della Torre.

Ecco che allora acquistano importanza anche la chiesa di San Zeno (con l’associazione Secondi Figli), il Parco delle Concette (dietro alla chiesa di San Silvestro) o ancora la porta di San Marco, ora inglobata nel bastione Sangallo ma un tempo porta principale della città, come racconta l’Associazione Balestrieri Porta San Marco.

La riscoperta del millenario patrimonio culturale cittadino, con una particolare attenzione alle periferie, sarà un aspetto fondamentale del progetto, ma centrale sarà anche l’utilizzo delle tecnologie per la creazione di percorsi tematici. Dalla realtà aumentata a quella virtuale, fino alla copertura telefonica 5G, l’obiettivo è trasformare Pisa in un vero e proprio “gaming”, in cui si “vincono” contenuti ed informazioni culturali.

E il punto di partenza è restituire alla città tutte le proprie complessità e contraddizioni, in termini non solo fisici, ma anche culturali e sociali, nel modo stesso di vivere la città.

Il Comitato promotore è costituito da Università di Pisa, Scuola Normale Superiore, Scuola Superiore Sant’Anna, Opera Primaziale Pisana, Cnr-Isn, Fondazione Pisa, Fondazione Teatro di Pisa, Internet Festival, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, Scuola superiore mediazione linguistica, CNIT (Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni), Coopculture, Navicelli, Inkymind, Gate spa, Fuco-Fucina contemporanea, Officine Garibaldi, Acquario della memoria, Alma Artis. —

Sara Venchiarutti

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