Il Tirreno

Pisa

fair-play nel calcio Under 17

L'abbraccio per cancellare gli insulti razzisti tra i giovani di Pisa e Sassuolo

Danilo Renzullo
La stretta di mano tra Modesto Edu Mengue e Vincenzo Ferrara
◗
La stretta di mano tra Modesto Edu Mengue e Vincenzo Ferrara

Ferrara (Sassuolo) chiede scusa a Edu Mengue (Pisa): le offese nella gara d’andata gli erano costate 10 giornate di squalifica 

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Il gol più bello lo hanno messo a segno prima del fischio d’inizio. Non è finito sul taccuino dell’arbitro, ma è rimasto impresso nella memoria dei calciatori, dei tifosi e delle società. Un abbraccio, una stretta di mano e qualche parola per cancellare quelle frasi infamanti che avevano macchiato la partita d’andata. Un applauso dei compagni di squadra, una maglia donata all’avversario e le parole pronunciate dallo speaker per suggellare quel valore, il rispetto, che troppo spesso sulle tribune e sul terreno di gioco è superato da agonismo e rivalità sfociando in discriminazioni.

Domenica scorsa, a quattro mesi di distanza, gli sguardi di Modesto Edu Mengue, difensore centrale della formazione Under 17 del Pisa, e del giovane attaccante del Sassuolo Vincenzo Ferrara si sono nuovamente incrociati. Questa volta non più carichi di sentimenti di rancore, né di rabbia. Un’avversione, sportiva, che lo scorso ottobre spinse il calciatore del Sassuolo a rivolgere insulti a sfondo razziale al giovane difensore nerazzurro. Uno scontro di gioco, un’occasione sfumata. L’attaccante neroverde sfogò la delusione di una partita iniziata in sordina mettendo nel mirino il colore della pelle di Edu Mengue, diciassettenne pisano.

Una serie di parole infamanti, punite dall’arbitro con il cartellino rosso e con la squalifica per dieci giornate. «Per aver proferito nei confronti di un avversario una frase comportante denigrazione per motivi di razza», la motivazione con cui il giudice sportivo aveva giustificato la maxi-squalifica. Dieci settimane di stop. Dieci partite seguite da spettatore in tribuna invece che da protagonista in campo. Le telefonate di scuse del calciatore emiliano sono riuscite nei giorni successivi a ricucire il rapporto tra gli atleti. I messaggi inviati dalla squadra neroverde al Pisa a mantenere vive le relazioni tra le due società.

È stata però la partita di ritorno, disputata sul campo del Porta a Piagge, a ristabilire quel patto non scritto di amicizia e rispetto tra avversari. Prima del fischio d’inizio, gli sguardi di Edu Mengue, capitano della formazione nerazzurra, e Ferrara si sono più volte incrociati. Fermi sul cerchio di centrocampo, affiancati dai compagni di squadra, quasi a voler ripercorrere quei minuti di quattro mesi fa che hanno segnato, negativamente, entrambi. Dopo il lancio della monetina, Ferrara si avvicina al difensore pisano. Gli allunga la mano in segno di pace. Edu Mengue, che agli insulti ha risposto con il perdono, la stringe alla sua. Poi un abbraccio e il dono della maglietta del Sassuolo al calciatore del Pisa accompagnati da un applauso dei compagni di squadra, delle panchine e dei tifosi.

«Un gesto molto apprezzato di fair-play: il giocatore Ferrara, a nome della società del Sassuolo, consegna una maglia della prima squadra al calciatore del Pisa Edu Mengue a dimostrazione che il calcio unisce», le parole dello speaker per ricordare che, anche attraverso lo sport, è possibile dare un calcio al razzismo. –

Danilo Renzullo

© RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web