Il presidio
«Niente mascherine: chi non è stato a Wuhan non deve allarmarsi»
Pisa. «L’Oms non ha dichiarato l’emergenza globale perché tutti i focolai fuori dalla Cina sono spenti: chi è oggi in Italia e non ha viaggiato nel paese della Grande muraglia non deve preoccuparsi». Pier Luigi Lopalco, professore di Igiene e Medicina preventiva all’Università di Pisa, fa il punto dell’emergenza Coronavirus e, pur sottolineandone la pericolosità, invita a evitare reazioni di panico: «Non comprate mascherine: non serve a nulla».
C’è troppo allarmismo?
«No, la situazione è seria ma occorre distinguere tra le preoccupazioni dei cittadini e quelle della sanità pubblica. I primi non sono in diretto pericolo nonostante il livello d’allerta alto. La seconda, proprio perché c’è questa allerta, deve osservare e tenere sotto controllo i rischi».
Nessuna emergenza?
«Meglio parlare di necessità di attenzione. Rispetto alla Sars, ad esempio, ci sono tante buone notizie come la letalità più bassa rispetto ai casi accertati, quanto preoccupazione per la velocità di diffusione ».
Perché?
«Mentre chi aveva la Sars era contagioso solo quando si presentavano i primi sintomi, il Coronavirus si diffonde anche nella fase di incubazione. Questo rende meno efficaci e utili procedure decisive come la quarantena».
Il virus si può fermare?
«Al momento siamo ottimisti. In Cina sono state adottate misure eccezionali come la chiusura di un territorio con una popolazione simile a quella italiana e non ci sono focolai nei paesi limitrofi. In più i sistemi sanitari come quello europeo o nord americano sono all’avanguardia. Diversa è la situazione nelle zone meno sviluppate, lì potrebbe esserci più rischi di epidemia».
C’è chi parla di un esperimento di laboratorio.
«Non posso escluderlo ma nemmeno confermarlo. Nella storia ci sono tanti esempi di virus che sono passati dall’animale all’uomo. È la stessa mutazione casuale che causa ogni anno l’influenza. I complottisti parlano ma, anche questa volta, non portano prove».
G.B.
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