Il Tirreno

Pisa

il movimento studentesco 

«Condanniamo questi atti, aiuteremo a ripulire tutto»

La reazione dei promotori delle proteste: «Nessuno è contento di un plesso danneggiato, ma neanche dei danni della repressione» 

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pisa. «Condanniamo gli atti di vandalismo e ci mettiamo a disposizione per aiutare a ripristinare le scuole». Il movimento Scuole in rivolta, promotore dell’ondata di occupazioni che nell’ultima settima si è abbattuta sulle scuole superiore cittadine, prende le distanze dai vandalismi che hanno messo ko alcuni istituti rivendicando le ragioni che hanno spinto alla protesta.

«Condanniamo gli atti di vandalismo accaduti nelle scuole occupate - sottolineano i membri del collettivo -. Come movimento studentesco siamo assolutamente contrari e dispiaciuti per tali dimostrazioni di devastazione: la nostra lotta non contempla comportamenti abusivi e si muove secondo principi. Siamo ben consapevoli dell’importanza e del messaggio di un gesto forte come l’occupazione: un punto d’arrivo conseguente a un lungo processo di mobilitazioni in atto già da tempo, nato dalla crescente rabbia e frustrazione che ci portiamo dietro. Prendiamo atto degli accadimenti e conseguentemente non possiamo trattenerci dall’esprimere il disagio che comporta vedere la propria scuola in determinate condizioni - continua il movimento -. Questo perché la scuola è il luogo dove passiamo gran parte del nostro tempo e vorremmo tutti, studenti, professori, dirigenti e personale Ata, che non accadessero certi avvenimenti. Alla luce dei quali però gli studenti si trovano costretti a subire frasi vergognose. A chi dice che dobbiamo vergognarci, rispondiamo che non è con la vergogna che questi problemi verranno risolti, ma con l’impegno e la presa di coscienza che nascono da un iniziale dispiacere. Sappiamo di aver peccato di ingenuità o forse semplicemente abbiamo avuto un pizzico di sfortuna che ha portato ad una situazione difficile (ma non impossibile) da gestire, a degenerare. Condanniamo ogni tipo di vandalismo e con rammarico prendiamo atto degli ingenti danni e delle difficoltà che ne seguiranno. Siamo disposti, anzi felici, di aiutare per risolvere le situazioni che si sono venute a creare nelle scuole. Ci sentiamo anche in dovere di puntualizzare il fatto che quei professori che non fanno altro che dire “fate schifo”, “vergogna”, senza portare nessun tipo di critica “costruttiva” per quanto lo permetta la situazione, sono proprio quegli individui che ci fanno sentire il peso della gerarchia scolastica - precisano i promotori della mobilitazione -. Non critichiamo il fatto che ce ne sia una, ma i comportamenti di coloro che abusano del potere che possiedono. A queste persone ci rivolgiamo chiedendo critiche costruttive e non solo pareri taglienti. Nessuno è contento di una scuola danneggiata, ma neanche dei danni che provocano determinati comportamenti mirati alla repressione di chi non ha autorità e per farsi sentire spesso ricorre a gesti estremi come un’occupazione». —

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