Il Tirreno

Pisa

La protesta 

Occupato anche il Russoli Gli studenti chiedono scuole e aule più sicure

La protesta si estende  anche al Liceo artistico  che si unisce così alle altre quattro scuole  dove si manifesta già da giorni

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Pisa. Anche gli studenti del liceo artistico Russoli si uniscono alla protesta degli studenti. Dopo le occupazioni al Carducci e al Pacinotti, che hanno dato il via alla protesta pisana seguiti poi dal Santoni e dal Da Vinci, da ieri sono mobilitati anche gli allievi dell’artistico che hanno occupato l’istituto di via San Frediano. Con la protesta gli studenti di tutte le scuole occupate chiedono più tempi e spazi per vivere e per parlare dei problemi delle scuole, per creare socialità e per combattere l’alienazione che li opprimerebbe. I ragazzi del Russoli sollevano però anche la questione dell’edilizia scolastica e della sicurezza.

«La decisione (di occupare la scuola, ndr) è stata presa dagli studenti come proseguimento di un percorso provinciale, definito negli ultimi mesi attraverso alcune manifestazioni di dissenso nei confronti delle condizioni dell’edilizia nelle nostre scuole – si legge in una nota degli studenti –. Dopo tali manifestazioni, sono stati instaurati, in quasi ognuno dei nostri edifici, dei cantieri, a dimostrazione del fatto che le nostre lotte non sono vane. Ma questo non ci basta. La sicurezza degli edifici scolastici è alla base delle necessità di uno studente, dovrebbe risultare come una piccola parentesi nella complessità delle falle nel sistema scolastico».

Una visione particolare, legata a problematiche contingenti, che però secondo gli studenti non deve perdere di vista la questione generale. Così gli allievi dell’artistico ribadiscono di protestare anche contro «l’alienazione scolastica: la piaga di ogni studente, il sentirsi stretto in un luogo che non riconosce come suo, perché sempre più simile ad un’azienda in cui formare prodotti carichi di nozioni, pronti a loro volta a produrre, non più a formarsi come individui». Aggiungono inoltre di essere in lotta contro «il classismo che sempre più sta prendendo piede: lottiamo per il Visconti di Roma, perché riteniamo inaccettabile che la dignità umana sia svilita, attraverso la distinzione degli studenti come più o meno adatti a seconda del proprio ceto e/o la propria nazionalità».

«Invitiamo i nostri docenti ed il personale Ata a prendere parte insieme a noi a questa lotta – concludono i ragazzi del Russoli –, poiché riteniamo che siano rivendicazioni comuni e sentite da ogni organo della nostra scuola, da ogni cittadino. Il nostro fine è di rendere la scuola un luogo a misura di studente, di confronto sociale, culturale e artistico». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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