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Sos droga: chiedono aiuto quattro persone al giorno

Amanda Fincatti
Sos droga: chiedono aiuto quattro persone al giorno

I numeri del Ser.D sull’incremento delle dipendenze, dall’eroina alla cocaina Il responsabile Lamanna: «Seguiti 1474 casi, l’emergenza resta costante» 

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pisa.«I fenomeni di dipendenze sono in espansione».

Lo afferma il dottor Francesco Lamanna, responsabile del Servizio per le dipendenze di Pisa. Aggiunge: «I numeri ci dicono che nel 2019 si sono rivolte a noi 1474 persone di cui 1164 tossicodipendenti. Le nostre attività consistono nelle visite mediche, nei colloqui psicologici e nelle visite fate dagli assistenti sociali, e complessivamente nelle attività di somministrazione di farmaci, prelievo urinario e venoso. Numericamente, nel 2019, abbiamo fornito 588mila prestazioni, di cui 42mila circa sono state prestazioni di colloquio e di attività svolte dagli operatori».

Questi numeri rivelano un aumento rispetto agli anni passati?

«Sono numeri che danno l’idea del fenomeno, ed è una foto che rispecchia un po’ la stessa logica degli ultimi anni. Non esiste una “nuova emergenza”, ma una costante emergenza perché questi numeri ci fanno capire quanto il fenomeno della dipendenza sia presente ormai da anni».

Da quali sostanze dipendono i pazienti Ser.D?

«Il grosso dei nostri pazienti sono eroinomani. Sono persone per cui abbiamo più mezzi a disposizione anche dal punto di vista farmacologico, purtroppo questo non si può dire per la cocaina, i cannabinoidi per gli stimolanti in genere, dall’estasi all’anfetamina».

Quindi la proporzione è più elevata a causa della carenza di mezzi farmacologici?

«Per tutte queste sostanze, farmacologicamente non abbiamo mezzi validi a disposizione. Questa nostra “carenza”, purtroppo, è un dato di fatto non soltanto a Pisa, ma a livello nazionale e mondiale. Di conseguenza, non essendoci un ‘metadone’ per la cocaina le persone sono anche meno attratte dal venire al Servizio. Il numero di pazienti tossicodipendenti da altre sostanze che non sia l’eroina presumibilmente sarebbe maggiore se ci fossero più mezzi. D’altra parte bisogna dire sul fatto che molti dipendenti di sostanze non si credono tossici perché magari fumano le canne o tirano la cocaina. È vero che il danno causato dall’eroina è più veloce e più impattante, ma non è che sia peggiore dal punto di vista fisico».

L’ipotesi di ottimizzazione di strutture come il Ser.D potrebbe rispecchiare positivamente nelle attività di contrasto antidroga?

«Diciamo di sì. Se noi avessimo strumenti farmacologici specifici per ogni sostanza che causa dipendenza potremmo riuscire a coinvolgere le persone a seguire un programma. Amplificando l’offerta di questi strumenti si potrebbe migliorare i programmi di prevenzione, cercando di ottimizzare le risorse e di coinvolgere maggiormente il privato sociale. Se ci fosse la possibilità, e capisco che è utopico visto le ristrettezze croniche della sanità, di poter di avviare più attività per la prevenzione, soprattutto nella fascia adolescenziale, avendo più mezzi tecnologici, farmacologici ed economici a disposizione si potrebbe fare meglio».

Che cosa dicono i dati per quanto riguarda i risultati dei servizi Ser.D Pisa?

«Un buon numero dei nostri pazienti è in remissione, un risultato che rientra nelle medie nazionali. Se il risultato che ci si attende è il fatto che la persona che viene al Ser.D per l’eroina non la usa più, quello è un risultato positivo. I dati possono essere lusinghieri per questi aspetti ma non sono lusinghieri se poi si guarda il fenomeno in generale, poiché spesso le persone passano a usare altre sostanze. Per quello è importante avere una visione globale del paziente, coinvolgere le varie professionalità e collegarsi con altre strutture del territorio. Più si lavora in rete più riusciamo ad intercettare quelli che sono i bisogni della popolazione». —

Amanda Fincatti

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