Il Tirreno

Pisa

La storia 

Appello in Puglia per ringraziare chi le ha regalato un nuovo rene

Giuseppe Boi

L’iniziativa di una trapiantata pisana che ha contattato siti web e giornali locali per incontrare la famiglia del  ragazzo che le ha ridato la vita

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Pisa. «Aiutatemi a trovare la famiglia del mio donatore». È l’appello che una donna pisana ha lanciato attraverso i siti Internet e i giornali pugliesi per trovare i parenti dell’uomo che le ha regalato una nuova vita. Tre anni fa ha subìto un trapianto di rene a Cisanello grazie alla generosità di una famiglia che vive in Puglia. Il nome del donatore è sconosciuto ma, rispettando la privacy e la riservatezza obbligatoria e necessaria in questi casi, la donna ha deciso di provare a trovarli. Il tutto con un solo obiettivo: poter dire «grazie per questa nuova vita».

La donna ha deciso di mantenere la massima riservatezza e non ha voluto che il suo nome diventi di dominio pubblico. Ha però comunicato ai giornalisti un particolare che rende la sua storia riconoscibile alla famiglia del suo donatore. Per la precisione ha reso noto la data in cui le è stato trapiantato il rene arrivato dalla Puglia. Era il 18 gennaio del 2017 quando, grazie a quell’atto di generosità, ha potuto ritrovato la salute. Un momento di gioia che corrisponde a un momento di immenso dolore per chi le ha ridato una speranza: il giorno prima era morto il suo donatore, un ragazzo probabilmente vittima di un incidente stradale. Di più, lei stessa non sa, ma è certa che con queste poche informazioni potrà trovare i suoi angeli.

«La famiglia sa che il rene del loro figliolo ora vive in un altra persona. Non possono certo dimenticare la tragica data della sua morte, il 17 gennaio 2017, né tantomeno vergognarsi per quell’atto di generosità», è il ragionamento della donna pisana che, tramite un conoscente, ha contattato il sito internet “Brindisi oggi” e l’edizione di Bari de la Repubblica per provare a entrare in contatto con la famiglia pugliese.

Un appello cortese, inviato cercando di tutelare la sfera privata sua e di chi, pur distrutto dal dolore, le ha fatto un regalo così grande. Un invito rivolto esclusivamente per ringraziare quella mamma e quel papà per il loro grande gesto.

La donna sa bene che il suo appello potrebbe cadere nel vuoto. È consapevole che la famiglia potrebbe anche rivivere il dolore vissuto tre anni fa e decidere di non incontrarla. Chissà se un giorno potrà incontrarli per poterli ringraziare di persona e sapere un po’ di quel giovane. Comunque vada spera che il suo messaggio possa arrivare ai genitori del donatore augurando ogni bene possibile. Perché una cosa è certa: lei sarà loro riconoscente per tutta la vita e un po’ del loro ragazzo è dentro di lei. Lo porta con sé. —

Giuseppe Boi

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