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“Ceciniadi”, comincia la grande volata Oggi una tripla opportunità per votare
Un’occasione sicuramente ghiotta per i numerosi partecipanti alla sfida che si chiuderà venerdì 31 gennaio
PISA. Si avvicina la fase decisiva del nostro concorso sulla cecina più buona a Pisa e provincia. Due giorni fa abbiamo pubblicato la prima classifica provvisoria e questo non fa altro che accrescere l’attesa per conoscere i vincitori finali.
Il concorso, promosso da Il Tirreno e Confcommercio provincia di Pisa, proseguirà fino al 31 gennaio.
Quindi la classifica è decisamente in movimento e c’è tutto il tempo per ribaltare le posizioni.
Proprio per incrementare le possibilità abbiamo scelto di pubblicare sulle pagine del nostro giornale in edicola oggi, lunedì 20 gennaio, ben tre tagliandi.
I coupon, come sempre, possono essere consegnati alla nostra redazione, in Corso Italia 84, a Pisa, oppure nelle sedi di Confcommercio di Pisa (in via del Chiassatello 67) e Pontedera (in via Sacco e Vanzetti 63).
Intanto le urne delle “Ceciniadi” hanno dato il loro primo responso. “Il Birbante”, a Pisa, e “La Vecchianella” a Vecchiano, secondo la prima classifica parziale, sono stati i due locali ad aggiudicarsi lo scettro della cecina più buona a Pisa e in provincia grazie al concorso promosso da Il Tirreno e Confcommercio Provincia di Pisa.
Sono 40 le attività di ristorazione che hanno accettato la sfida a suon di farina di ceci, acqua, olio, sale, un buon forno e una teglia di rame.
Ingredienti tutti indispensabili affinché l’impasto si possa trasformare in quel composto morbido dentro e croccante fuori molto popolare a Pisa e le cui origini si perdono nella notte dei tempi, ottimo da gustare sia al piatto sia nella focaccina, insaporito con verdure grigliate, funghi, salsiccia e quanto altro.
Sono oltre 10mila i tagliandi consegnati tra la nostra redazione, in Corso Italia a Pisa, e nelle sedi di Confcommercio di Pisa e Pontedera.
Un risultato che testimonia il successo di questa iniziativa.
Il piatto ha radici antiche e compare già in diverse ricette latine e greche. Secondo la leggenda la cecina è però nata per caso nel 1284, quando Genova sconfisse Pisa nella battaglia della Meloria.
Fu allora che le navi genovesi, cariche di vogatori prigionieri, si trovarono coinvolte in una tempesta. Nel trambusto alcuni barilotti d’olio e dei sacchi di ceci si rovesciarono, inzuppandosi di acqua salata. Le provviste erano quelle che erano e non c’era molto da scegliere: si decise così di recuperare il possibile e ai marinai vennero date scodelle di una purea informe di ceci e olio.
Alcuni marinai però si rifiutarono lasciando quella “poltiglia” al sole, che asciugò il composto e ne fece una specie di frittella. Sicuramente non erano consapevoli di cosa sarebbe poi diventato questo piatto nella storia e nella tradizione di almeno due regioni italiane.
Ricordiamo anche cosa si vince partecipando al nostro concorso.
In palio per vincitori finali ci sono infatti due crociere offerte da Samovar Viaggi di Capannoli, 2 prodotti Vodafone (uno smartphone di ultima generazione e un altro dispositivo tecnologico) e 2 orologi offerti dalla gioielleria Fassorra di Pontedera. —
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