Il presidio
Litorale in lutto per la scomparsa di Ghelardi, storica balneare
Nata e cresciuta nello stabilimento di Tirrenia, una concessione che fu donata alla sua famiglia dalla Regina Elena di Savoia
TIRRENIA. Maria Giovanna Ghelardi, storica balneare di Tirrenia, si è spenta sabato a settantasette anni dopo una lunga malattia. Donna riservata e conosciuta in tutto il litorale come titolare del bagno Alma a Tirrenia dove praticamente era nata. E come ha detto sua figlia, Elisabetta, «con la scomparsa di mia madre, se ne è andata l’anima del bagno Alma. Chiamata da tutti semplicemente Giovanna, era adorata dai bambini, sempre con il sorriso e pronta ad ascoltare anche se negli ultimi anni il bagno ormai era gestito solo da me ma la sua presenza era fondamentale, non poteva mancare». . Con Maria Giovanna se ne va anche un pezzo di storia di questo territorio. Infatti, il bagno Alma di Tirrenia risale al 1945 e fu proprio il padre di Giovanna di nome Decimo, in quanto decimo figlio, a fondarlo e la storia è anche un po’ particolare.
La nonna di Giovanna, venne investita dalla carrozza della Regina Elena e fortunatamente non riportò nessun trauma ma, essendo incinta, la regina si preoccupò che l’accaduto potesse avere avuto delle conseguenze per il futuro nascituro così, per risarcirla in qualche modo del rischio corso, le fece avere una concessione in piazza Gorgona a Marina dove, insieme alla famiglia, la nonna di Giovanna impiantò uno stabilimento balneare che chiamarono appunto Alma.
«Il bambino che la mia bisnonna aspettava quando venne investita dalla carrozza della regina, in realtà era una bambina che chiamarono Alma – spiega Elisabetta -, ecco perché il bagno si chiama così. Dopo la guerra però, mio nonno Decimo trasferì lo stabilimento a Tirrenia e mantenne lo stesso nome».
«Mia madre - continua Elisabetta - è cresciuta nel bagno come me del resto, ed ha sempre lavorato solo ed esclusivamente lì. Ha cominciato fin da piccola stando in cucina e non ha mai smesso di lavorare. Per noi era impensabile l’idea di andare da qualche parte in estate perché c’era il bagno da seguire. La sua è stata una vita dura ma vissuta in modo molto semplice. Nel ’45 e anche negli anni immediatamente dopo la guerra, di gente che veniva al mare e in uno stabilimento non è che ce ne fosse tanta e quindi, anche i bambini dovevano contribuire lavorando. Era una donna silenziosa e umile. Io e lei abbiamo vissuto sempre insieme oltre che per il lavoro anche come vicine di casa. Eravamo preparati a questo tragico evento ma non lo si è mai fino in fondo».
Maria Giovanna oltre alla figlia Elisabetta, lascia anche la figlia Elena e il marito. Il funerale nella chiesa di Santa Maria Ausiliatrice a Marina di Pisa. —
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