Il Tirreno

Pisa

la ricorrenza religiosa 

Celebrato il Sacro Voto dedicato a San Ranieri

Sara Venchiarutti
Celebrato il Sacro Voto dedicato a San Ranieri

L’omonima Compagnia del priore Riccardo Buscemi ricorda lo scampato pericolo per l’alluvione del 1777

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pisa. Ieri mattina, nella chiesa di Santa Maria della Spina a Pisa, è stato celebrato il 243° anniversario del Sacro Voto a San Ranieri. Era il 2 gennaio del 1777 quando i pisani, minacciati dall’alluvione e dalla piena dell’Arno, si affidarono al loro patrono, invocandone la protezione.

Scampato il pericolo, la città e i suoi governatori promisero solennemente di celebrare in perpetuo una messa di ringraziamento in onore del santo. La ricorrenza del voto, ripresa dal 2012 per iniziativa della Compagnia di San Ranieri, riunisce così ogni anno la cittadinanza e le autorità.

«Questa cerimonia è prima di tutto un momento di fede e di devozione, ma è anche un aspetto identitario», spiega Riccardo Buscemi, priore della Compagnia di San Ranieri – . Nel passato San Ranieri ha accompagnato tutta la vita della città. E quest’anno abbiamo cambiato l’immagine consueta della cerimonia, scegliendo la foto dei militari della Folgore che posizionano le cataratte lungo l’Arno». È attualissimo infatti il riferimento al rischio di alluvione dell’Arno, con le immagini ancora vivide delle recenti piene del fiume e i rinforzi tuttora presenti lungo le sponde cittadine. Anche per questo, prima della cerimonia, il priore Buscemi ha consegnato un riconoscimento ai rappresentanti della prefettura, dell’amministrazione e dei militari della Folgore. La Santa Messa, celebrata dall’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto e accompagnata dal coro da camera del liceo musicale Carducci, è stata anticipata da un momento culturale, dedicato al progetto di Leonardo Da Vinci di deviare il corso dell’Arno per conto dei Fiorentini. Così l’ingegnere Ilaria Nieri, ricercatrice dell’Ateneo pisano, ha raccontato come il genio leonardiano avesse intrapreso diversi studi per deviare l’Arno all’altezza di Riglione con una diga di cui ancora oggi restano le tracce. Il progetto, non andato a buon fine, aveva l’obiettivo di far rimanere Pisa senz’acqua, circondata soltanto da paludi, in modo da favorire la conquista della città da parte dei Fiorentini. Oltre ai cittadini e alle autorità militari ed economiche, erano presenti alla cerimonia il sindaco Michele Conti, il presidente della Provincia Massimiliano Angori, il vicesindaco Raffaella Bonsangue, il presidente del consiglio comunale Alessandro Gennai, l’assessore Massimo Dringoli e per la prefettura Nicola De Stefano. Numerose anche le associazioni, tra cui i rappresentanti del Gioco del Ponte (parti di Mezzogiorno e di Tramontana), Gli amici di Pisa, l’Accademia dei Disuniti e Gli amici dei musei e monumenti pisani. —

Sara Venchiarutti

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