Il Tirreno

Pisa

Al mare in bici lungo il tracciato del trammino: aperto il cantiere

Francesco Loi
Al mare in bici lungo il tracciato del trammino: aperto il cantiere

L’assessore Dringoli: verso il litorale senza usare l’auto. Lavori suddivisi in tre lotti da La Vettola a Marina 

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PISA. Sul monitor una locandina del 1938. Faceva la pubblicità al litorale pisano. Sullo sfondo, lo storico trammino. In primo piano due ragazze in bici. «Questo è l’inizio di un recupero dei modi di raggiungere il mare senza auto, come avveniva allora. Un segnale che vogliamo dare», dice l’assessore alla mobilità Massimo Dringoli presentando l’avvio del cantiere della ciclopista che dalla città, in particolare da La Vettola, porterà a Marina di Pisa. Con la particolarità di correre lungo il sedime del trammino. Dove nel frattempo sono stati rimossi i binari ed è iniziata la verifica sulla presenza di ordigni bellici.. I lavori sono stati suddivisi in tre lotti. «Per l’estate dovremmo aprire almeno un primo tratto», dice il direttore di Pisamo, Alessandro Fiorindi, al fianco dell’assessore insieme al responsabile dell’Ufficio Bici, Marco Bertini. Il costo complessivo è di 2,8 milioni di euro, finanziato per il 60% da risorse comunali e per il resto da fondi comunitari e regionali.

La lunghezza del tracciato è di circa 10 chilometri, per 3.5 metri di larghezza. Sono previste aree di sosta in corrispondenza delle vecchie stazioni ferroviarie di San Piero a Grado, Marina Bocca d’Arno e Marina di Pisa, attrezzate con panche, tavoli da picnic, fontanelle, rastrelliere per biciclette e contenitori per rifiuti. I lavori sono iniziati nel mese di novembre e ad oggi il tracciato è stato pulito da tutte le alberature e dai rovi. Binari e traversine ferroviarie sono stati rimossi perché, spiegano i tecnici, «con la loro rigidità potrebbero alla lunga danneggiare con crepe la pavimentazione più elastica della pista. Ma loro tracce, come testimonianza, restano all’altezza delle stazioni». Per la pavimentazione della pista verrà impiegato uno strato di usura in conglomerato bituminoso natura e il pacchetto della pista sarà delimitato non da cordoli in cemento, ma da lamiere in acciaio corten. Dove possibile, i vecchi pali di armamento saranno ripristinati e conservati a memoria del vecchio tracciato.

Il percorso ferroviario è occupato, per circa metà della sua lunghezza, da folta vegetazione invasiva sviluppatasi spontaneamente, compresi alberi di alto fusto.

Per rendere possibile l’esecuzione dei lavori, la vegetazione è stata divelta in tutta la superficie occupata dalla pista lasciando in ogni caso, dovunque possibile, gli alberi che possono ombreggiarla, sempre che non pregiudichino la sua percorribilità. Nei tratti privi di vegetazione potranno essere messi a dimora alberi a foglia caduca (tipo bagolari), impiegati anche per sostituire i platani abbattuti sul vicino viale D’Annunzio, con il quale quindi si stabilirebbe un rapporto di affinità paesaggistica.

Il primo lotto (lunghezza 2.600 metri) va da via Vecchia Livornese, a La Vettola, fino a San Piero a Grado (intersezione con la via vecchia comunale di Marina). Importo di questo tratto 720.293,85 euro, con aggiudicazione dei lavori all’associazione d’impresa Giuliani/Slesa.

Secondo lotto (5.600 metri) dall’intersezione con la via vecchia comunale di Marina a via Barbolani: attraversata la via Scoglio della Meloria, la pista raggiunge il ponte sul Lamone della vecchia ferrovia ancora esistente, poi attraversa una serie di orti e dopo entra in ambito urbano a Marina. Importo 1.721.050,38 euro, aggiudicazione a Forti/Del Debbio/Cld.

Terzo lotto (1.400 metri) da via Barbolani alla stazione di Marina. Dopo via Barbolani la pista entra nella pineta cresciuta anche sopra la ferrovia. Importo 402.464,96 euro, aggiudicazione Duerre costruzioni.

«Al momento - conclude Dringoli - i lavori sono iniziati lungo tutto il percorso e proseguiranno in modo autonomo in tre lotti distinti, così da accelerare la realizzazione». —

 

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