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Vigilanza privata in zona Stazione, gara tra le polemiche

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PISA. «Altro che sicurezza dei cittadini, il sindaco Conti e la Lega vogliono disporre di una propria guardia armata per la loro propaganda». La coalizione Diritti in comune (Una città in comune, Rifondazione comunista, Pisa Possibile) punta il dito contro l’ennesima (la terza) gara disposta dall’amministrazione comunale per l’assegnazione di un servizio di vigilanza armata nell’area della stazione.

«Le nostre preoccupazioni erano più che fondate - sottolinea la forza di opposizione -. Qualche settimana fa abbiamo denunciato il rischio che l’amministrazione, dopo il secondo flop della gara per appaltare un servizio di ronda armata nella zona della stazione a guardie private, facesse una terza gara lampo e che con questo sistema alla fine arrivasse la sola offerta da parte del soggetto che aveva anche partecipato alla seconda, con qualche piccola modifica. Dopo il secondo bando andato deserto con una sola offerta non ritenuta corretta, abbiamo appreso che con provvedimento del dirigente della polizia municipale è stata nominata la commissione di valutazione delle offerte per una terza gara, scaduta il 9 dicembre».

A quasi un mese dalla scadenza non è stato ancora comunicato l’esito. «Chiediamo al sindaco, all’assessora alla sicurezza Giovanna Bonanno e al dirigente - è la richiesta di Diritti in comune - di fare chiarezza sull’esito finale di questa gara e se si è proceduto alla sua assegnazione definitiva e con quali spese per il Comune. Continueremo a vigilare anche su questa terza procedura, che non è in alcun modo convincente e non vorremmo che alla fine possa rimanere un solo concorrente». La forza politica di minoranza rinnova inoltre l’invito al prefetto e al questore ad «impedire l'attuazione di questo progetto con cui si prova a privatizzare una funzione propria dello Stato e delle forze di polizia».

«Il sindaco Conti e la Lega - accusa Diritti in comune - vogliono disporre di una propria guardia armata per la loro propaganda, altro che sicurezza dei cittadini». —

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