Il Tirreno

Pisa

«Conti spieghi perché ha tolto l’edicola»

Giuseppe Boi
«Conti spieghi perché ha tolto l’edicola»

Ieri sit-in di protesta nel posto in cui si trovava il chiosco confiscato alla criminalità organizzata e rimosso dal Comune

2 MINUTI DI LETTURA





Pisa. «La legalità non si smonta». È questo l’appello che si è levato ieri in Borgo Stretto sotto la loggia da cui il Comune di Pisa ha rimosso l’edicola confiscata alla mafia e assegnata all’associazione Libera. Un sit-in di protesta spontaneo che ha coinvolto un centinaio di persone tra cui rappresentanti del Pd, del M5s e del movimento delle sardine. Una manifestazione per esprimere il dissenso contro la scelta del Comune di rimuovere, all’alba del 2 gennaio, il chiosco gestito dalla fallita cooperativa sociale Axis. Una protesta per chiedere al sindaco Michele Conti, al momento ancora in silenzio, il perché di questa decisione.

«L’edicola era un simbolo della lotta alla mafia, non una “carcassa di ferro degradata”», ha commentato Giovani Pagano di Libera facendo riferimento alle parole usate dal deputato leghista Edoardo Ziello. «Sapevamo che doveva essere rimossa, ma contestiamo il metodo usato – prosegue –. Il Comune ha scelto di buttarla giù di nascosto, senza comunicarlo a nessuno ed evitando un dibattito su come sfruttare i temi dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Ma questa cosa non finisce qui, non cadrà nel dimenticatoio. Continueremo a portare avanti memoria e impegno».

Quindi l’esponente di Libera chiede al sindaco chiarezza: «Il sindaco ha parlato con don Luigi Ciotti in persona e aveva assicurato un impegno per dare un futuro alla lotta antimafia a Pisa indipendentemente dall’edicola. Ora ci deve dire se dice sì o no a Don Ciotti e a Libera. E spero che ci dia risposte in un consiglio comunale aperto».

«Potevamo confrontarci e trovare un’idea e una soluzione affinché non si disperdesse il valore simbolico dell’edicola confiscata alla mafia», ha aggiunto Maria Antonietta Scognamiglio, consigliere comunale del Pd da cui è partita l’iniziativa del sit-in. «Trovare una sorpresa così, il 2 gennaio, è stato un choc – ha aggiunto –. Da cittadini ci siamo rimasti male. Sarebbe stato opportuno un altro percorso. Ora occorre sapere il perché di questo motivo».

«Mi aspettavo più persone, ma spero che da questo episodio nasca un coordinamento antimafia importante in tutta la città e la provincia – sono le parole di Gabriele Santoni, ex sindaco di San Giuliano Terme da sempre in prima linea nella lotta alla mafia –. Chiedersi se l’edicola fosse brutta o meno non ha senso. Questa struttura ci ricordava ogni giorno che la mafia era arrivata anche qui in Borgo Stretto a Pisa». —

Giuseppe Boi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani