Il Tirreno

Pisa

simbolo di legalità 

Rimossa l’edicola antimafia Insorge Libera: «Atto vile»

Daniele Benvenuti
Rimossa l’edicola antimafia Insorge Libera: «Atto vile»

Tolto dal Comune il manufatto in Borgo Stretto per una questione di decoro Il Pd chiede spiegazioni: «Scelta sbagliata». Mazzeo: «Farò un’interrogazione»

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pisa. Il rettangolo chiaro si staglia sul cotto nei portici di Borgo Stretto. Racconta un’assenza. Una rimozione che apre il 2020 con una polemica.

Quello spiazzo ospitava l’edicola confiscata alla mafia e assegnata nel 2014 all’associazione Libera. Un’esperienza conclusa con la chiusura nel 2018 dell’attività commerciale in senso stretto, ma che nel tempo aveva ospitato studenti e comitive a cui consegnare l’esperienza concreta del sapere e della legalità. Gli strali del presidio Libera Pisa “Giancarlo Siani” raggiungono il Comune, “colpevole” di aver tolto il manufatto in metallo dando seguito all’annuncio di alcuni mesi fa. L’alternativa era quella di spostarla nell’adiacente piazza Garibaldi. «Apriamo l’anno con una notizia pessima, inaspettata e fuori da ogni accordo preso finora – scrivono gli attivisti di Libera –. L’edicola confiscata in Borgo Stretto è stata rimossa dal Comune. Dalle testimonianze raccolte ci è stato garantito che fino al 31 dicembre l’edicola era al suo posto. Abbiamo lavorato con impegno per mantenere vivo il simbolo che l’impronta della criminalità organizzata ha lasciato sul nostro territorio; non più tardi dello scorso maggio le settimane di mobilitazione per l’edicola avevano risvegliato l’interesse cittadino sul tema. Grazie alla mobilitazione di un’ampia fetta della popolazione, dalle scuole alle associazioni studentesche, e il supporto di don Ciotti, oltre che l’impegno garantito dai Rettori delle Università di Pisa e della Scuola Superiore Sant’Anna, erano stati presi accordi con l’amministrazione per preservare questo simbolo, garantendo una continuità nel messaggio e nell’utilizzo a scopo sociale». Libera si dice indignata e arrabbiata «per un atto che non tardiamo a definire come vile. Non solo hanno rimosso un simbolo della lotta alla criminalità , ma oltretutto hanno distrutto tutti i messaggi di speranza che i ragazzi delle scuole avevano appeso all’edicola. Ci siamo recati personalmente in Comune, ma ci hanno detto che sono tutti in ferie».

Sul caso interviene il consigliere comunale del Pd Matteo Trapani: «Una rimozione che ha un messaggio politico chiaro: distruggere la memoria senza assumersene la responsabilità. Sarà necessario analizzare non solo la regolarità e la tempistica dei vari atti ma anche verificare la volontà politica che ha portato a una scelta così drastica e senza prospettiva». Il consigliere regionale del Pd, Antonio Mazzeo aggiunge: «La lotta alla mafia è fatta anche di simboli, l'edicola confiscata di Borgo stretto era uno di questi simboli. È stata rimossa dall’attuale amministrazione, insieme alle letterine di speranza di tanti bambini pisani, senza alcuna spiegazione. Farò un interrogazione e spero che i consiglieri comunali del Pd facciano lo stesso. Quell’edicola rappresenta(va) la vittoria della città sulla criminalità, rimuoverla in questo modo (in un periodo di festività) rappresenta la loro arrogante e ottusa azione di governo». Per Alessandra Nardini (consigliera regionale Pd) «è una scelta inspiegabile e assolutamente sbagliata, nei metodi e nel merito». —

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