Italia
Il primo nato del decennio a Livorno è... una pisana
pisa. Le vicende di Livorno e di Pisa si dimostrano sempre più intrecciate anche quando si parla di bebè: se lo scorso anno il primo livornese era nato a Pisa (come accade non di rado), stavolta la prima neonata a esser venuta alla luce all’ospedale di Livorno è di una famiglia pisana di Tirrenia.
Il primo vagito datato 2020 nel reparto maternità di viale Alfieri è stato quello di Olimpia, una simpatica frugoletta di 2,950 chilogrammi nata prima dell’alba di ieri, per la precisione alle ore 3,20.
Eccezion fatta per il 2011, a Livorno erano almeno vent’anni che non accadeva che l’intera giornata di Capodanno passasse senza neanche una nascita: la dimostrazione tangibile della tendenza consolidata alla netta diminuzione del numero dei neonati, così come attestano un anno dopo l’altro le statistiche contenute nelle relazioni sanitarie della maxi Asl della Toscana Nord Ovest.
Olimpia è venuta ad allietare la famiglia di Katia Raneri e Alessandro Anguzza, trentasettenne lei e trentaseienne lui, già genitori di Tommaso, tre anni, anch’egli venuto alla luce all’ospedale livornese. Dipende dal fatto che, nello specifico, la gravidanza è stata seguita da uno specialista livornese ma è una famiglia che gravita su Livorno anche per motivi di lavoro: mamma Katia ha sempre vissuto in territorio pisano ma di professione fa l’insegnante di nuoto sincronizzato e lavora nelle piscine labroniche Bastia e Camalich; babbo Alessandro è originario della Sicilia occidentale, nella fattispecie di Mazara del Vallo, e da una decina d’anni è venuto a vivere in Toscana, lavora come tecnico degli ascensori per la Otis che aveva sede a Livorno e ora l’ha trasferita in provincia di Pisa, a Vecchiano, ma lui è rimasto a occuparsi degli impianti dell’area livornese. —
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