Fallimenti, spariscono 86 aziende colpite edilizia, concerie e arredamenti
Sentenze per la Rota Costruzioni (in concordato), Pasquinucci, Taccola 1895 e la società che gestisce Maxitracce
Nel 2019 sono sparite 86 aziende. Piccoli negozi e realtà che davano lavoro a decine di dipendenti.
Un dato in linea con quello del 2018 quando la cessazione per fallimento riguardò 87 attività. Dietro ai numeri ci sono le persone. E anche le storie di aziende cancellate da una crisi che non passa e colpisce sempre i soliti settori; dall’immobiliare-edilizio al comparto cuoio-abbigliamento. Con avvisaglie serie pure per l’arredamento.
Stando alla banca dati della Camera di commercio sono in calo anche le richieste di concordati preventivi (21 nell’anno appena lasciato alle spalle, furono 39 nel 2017).
I nomi cancellati
Tra Pisa e provincia sono scomparsi nomi che hanno fatto la storia industriale e commerciale dei rispettivi settori.
L’impresa edile Rota, a cui si deve la costruzione di tanta parte della nuova Pisa, in concordato preventivo da anni, è stata dichiarata fallita dal Tribunale.
Stessa sorte per la Arturo Pasquinucci Srl, riferimento per qualità e assortimento per decenni negli articoli da regalo.
Un default di marchi un tempo solidi che dà il senso di quanto sia difficile affrontare un periodo in cui anche chi aveva le spalle larghe è stato costretto ad alzare bandiera bianca.
Nell’elenco aggiornato dall’ente camerale sulla base delle sentenze che arrivano dal Tribunale compare anche un altro nome storico per l’economia del territorio, il liquorificio di Uliveto Terme Taccola, agli atti di Tribunale e Camera di commercio Taccola 1895 Srl.
Un destino toccato anche alla Boboba Village Srl, dell’omonimo complesso (sempre aperto) per soggiorni turistici a Marina di Pisa.
Chiusura per debiti anche a carico della Smt Retail Srl su istanza di fallimento presentata da Unicoop Firenze per un credito non incassato.
Sigla anonima ai più la Smt Retail, una società con sede a Ponsacco in via Torino 8 che gestisce anche il marchio Maxitracce specializzato nell’ambito calzaturiero con un punto vendita anche a Ospedaletto, accanto alla Fi-Pi-Li, chiuso nei mesi scorsi e presente a Ponsacco e al piano terra della galleria commerciale al Cineplex di Pontedera.
Dati in calo
Come valore assoluto i fallimenti sono in calo. Il picco fu il 2015 con 134 sentenze di default, poi calate a 114 nel 2016 a 96 nel 2017 e a 87 lo scorso anno.
Il termometro della crisi viene misurato sulle imprese che hanno portato i libri in Tribunale e che vengono registrate nelle banche dati della Camera di commercio.
Tra fallimenti e concordati almeno due aziende alla settimana lanciano il loro Sos finanziario e soccombono nell’incapacità di saldare i creditori.
Nel comparto conciario si sono arrese alle crisi undici ditte, mentre il comparto calzaturiero e abbigliamento ha sei aziende ko.
Nell’arredamento sei imprese hanno avuto una sentenza di fallimento e il nome più illustre è quello di Baga a Perignano.
Otto le società immobiliari saltate e cinque quelle dell’edilizia, due settori intrecciati tra costruzione e vendita.
La “Costruzioni Luigi Rota & Co “ Srl in liquidazione non ha concluso il piano concordatario omologato nel 2013. Un’operazione impegnativa con decine di immobili all’asta per pagare i creditori nelle quote accettate dal Tribunale per concedere l’omologa al concordatario liquidatorio.
Non è andato a buon fine. E il passaggio successivo all’impossibilità di rispettare gli impegni assunti nella dismissione del patrimonio immobiliare è stato quello della dichiarazione di fallimento.
Coworking da ko
Stop anche all’esperienza della Daocampus Srl in via Matteucci a Cisanello un progetto di coworking in cui gli spazi vengono condivisi da chi ha un’attività indipendente.
La Immobiliare Pisa reclamava 154mila euro di affitti arretrati non versati e l’epilogo del mancato saldo è stata la sentenza di fallimento arrivata dopo i tentativi di recuperare un credito ormai inesigibile. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google