Italia
Olio, produzione dimezzata serve un sostegno al settore
La consigliera regionale del Pd Nardini presenta una mozione «Vanno supportate le richieste di aiuto degli operatori fatte al governo nei giorni scorsi»
calci. Misure a sostegno del comparto dell’olio colpito da una crisi che ne ha ridotto del 50 per cento la produzione.
Le invoca con una mozione la consigliera regionale del Pd, Alessandra Nardini.
«Nel 2019 in Toscana la produzione di olio, rispetto al 2018, si è pressoché dimezzata – spiega –. Nel Pisano la crisi colpisce un po’ tutta la provincia. Ci sono zone delicate e peculiari che soffrono maggiormente come il Monte Pisano dove l’olivicoltura è estensiva e connessa molto al territorio e dove l'indotto, legato esclusivamente ai produttori locali come frantoi sociali, ne risulta molto compromesso rispetto a realtà private. Le cause che hanno portato a un dimezzamento della produzione sono le condizioni meteorologiche calamitose, foriere di parassiti come la mosca olearia e il calo delle quotazioni dell’olio».
Il 4 dicembre i produttori hanno incontrato il ministro dell’Agricoltura per chiedere lo stato di crisi, misure a sostegno della liquidità di aziende, e lo stanziamento di cinque milioni di euro così come previsto nel pacchetto ministeriale destinato alle emergenze.
«È fondamentale che anche la Regione continui, così come ha fatto finora, a difendere il settore supportando le richieste fatte dai produttori al governo con l’obiettivo di ottenere interventi straordinari volti a favorire la liquidità delle aziende produttrici e dei frantoi – è la richiesta di Nardini –. La produzione di olio in Toscana interessa circa 92.00 ettari, 15 milioni di piante, 50 mila aziende agricole, 400 frantoi e dà in media 170/180 quintali di olio all’anno; una produzione che va dalle province di Firenze, Siena ed Arezzo, agli oliveti del Monte Pisano, alla Versilia e fino alla Maremma. Per il nostro territorio e per tutta la Toscana il lavoro degli olivicoltori ha da sempre un ruolo di primo piano a livello nazionale: per le qualità organolettiche difficilmente paragonabili, e per la preziosissima cura del territorio che portano avanti, poiché la manutenzione dei monti e delle colline olivetate favorisce la mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico. È necessario scongiurare con ogni mezzo una crisi profonda del settore». —
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